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Pescara, 18/04/2026
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Data: 11/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Famiglia cristiana all'attacco: mercato peggio di Tangentopoli Avvenire: no a governicchi o ribaltoni

CITTA' DEL VATICANO - «I cittadini sono sgomenti davanti a cifre di mazzette e consulenze per un voto in più il 14 dicembre». C'è una ampia fetta del mondo cattolico - di cui si fa portavoce il settimanale Famiglia Cristiana - che non si rassegna al silenzio. Vista la mole di particolari, comprese le ammissioni dei parlamentari comprati, denuncia indignata una deriva etica che contribuisce ad allontanare il cittadino alla politica. «I quotidiani sono pieni di dettagli su questo tariffario, rispetto al quale le mazzette di Tangentopoli sono acqua fresca». Senza scomodare il Catechismo che fa rientrare compravendite simili tra i peccati sociali, il settimanale dei Paolini va giù duro: «La sensazione è che i trenta denari abbiano assunto forme più moderne, ma senza cambiare significato». Tangentopoli doveva essere un momento di rinascita civile, di giustizia contro corrotti e corruttori. «Ma si sa come è finita. Una volta assodato che volavano soltanto quattro stracci, troppo carcere preventivo con le tragedie che conosciamo ma sentenze definitive del tutto marginali, il mondo politico si e' sentito libero di reiterare» facendo apertamente «ciò che allora si faceva di nascosto. I risultati li vediamo ogni giorno». L'Italia delle istituzioni bloccata in mano «a quei quattro o cinque potenti che da anni decidono su nomine e candidature. Di qua nel partito-azienda, di là nel coacervo avversario» ma con una prassi comune: chi «non sta agli ordini viene posto alla gogna e torna a casa, spesso senza un mestiere alternativo». Ma le cose, per come stanno andando, in fondo non piacciono nemmeno all'Avvenire che preferisce concentrarsi sui giochi di palazzo e sul futuro del governo Berlusconi. «Ribaltone mai, colpo d'ala sì». Rispetto a Famiglia Cristiana il giornale dei vescovi si trova in una posizione più scomoda, poiché l'episcopato - composto da 254 vescovi - non ha opinioni omogenee, spaccato com'è tra coloro che nonostante tutto preferiscono la continuazione dell'attuale governo (più garantista sui temi etici) ed altri che sosterrebbero un governo transitorio in grado rivedere la legge elettorale per poi tornare alle urne. Il direttore Tarquinio annota che «una disordinata corsa alle urne sarebbe rischiosa» esattamente come «soluzioni basate sulla resistenza tout court di un governo visibilmente azzoppato o sulla costruzione di un governo raffazzonato che metta insieme diverse e non componibili maggioranze». Come uscire allora dal cul-de-sac? «Serve un colpo d'ala e una generosa dose di lucidità e la politica di questo deve essere capace». Un autorevole arcivescovo aiuta a decrittare: «Mi pare sia un invito al Premier Berlusconi ad andare avanti, a governare davvero e superare il momento di crisi. Allo stesso tempo però è un invito anche a Casini, un appello alla sua generosità».
Intanto ieri, nuovo incontro tra il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. L'occasione era un pranzo in onore dell'ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi, che sta per lasciare il suo incarico per assumere quello di ambasciatore d'Italia a Mosca.

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