La crescita della produzione industriale è passata dal 17,7 per cento di aprile-giugno al 10,6 per cento
L'AQUILA. Frena la ripresa in Abruzzo, ma i principali indicatori restano positivi. In aumento produzione, fatturato e ordini. Fa eccezione l'occupazione, che scende del 2,3 per cento. L'indagine sulla congiuntura economica, condotta dal Cresa e relativa al terzo trimestre 2010, offre uno spaccato dell'economia locale tendenzialmente positivo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Ma la crescita della produzione industriale è rallentata, passando dal 17,7 per cento di aprile-giugno, al 10,6 per cento. Una decelerazione indotta esclusivamente dalle aziende con oltre 250 addetti: le stesse che avevano avviato l'economia abruzzese fuori dalle secche del biennio-2008-2009.
Piccole e medie imprese hanno, invece, intensificato il passo della risalita.
Lo studio, focalizzato su 420 aziende manifatturiere con almeno dieci addetti, è stato illustrato ieri, all'Aquila dal presidente del Cresa, Giorgio Rainaldi, e dal direttore, Francesco Prosperococco, alla presenza dei componenti del comitato scientifico, Giuseppe Mauro, Piergiorgio Landini e Pierluigi Properzi e del presidente della Regione, Gianni Chiodi.
La congiuntura. I risultati della rilevazione mostrano come, in termini tendenziali, gli indicatori siano positivi. Crescono produzione (+10,6%), fatturato (+9,5%), fatturato estero (+12,6%), ordinativi interni (+6,7%) e ordinativi esteri (+22,8%), seppure in rallentamento rispetto all'ultimo periodo.
Segnali negativi arrivano dall'occupazione che diminuisce del 2,3 per cento, in peggioramento rispetto al trimestre precedente.
«Dal punto di vista congiunturale», hanno spiegato Rainaldi e Prosperococco, «si denota una certa difficoltà nel terzo trimestre con variazioni negative, rispetto al periodo aprile-giugno, che interessano la produzione (-5,6 per cento) e il fatturato (-6,3%). Dati imputabili alla sospensione dell'attività produttive nei mesi estivi.
La capacità competitiva a livello internazionale ha fatto scendere il fatturato estero del 3,4 per cento nel confronto con il secondo trimestre, mentre gli ordinativi esteri sono aumentati dell'1,3 per cento».
Le previsioni per il prossimo semestre risultano negative per la produzione (-1,5%) e pessimistiche per l'occupazione con un calo previsionale che tocca l'11,2 per cento.
Piccole e medie imprese. Cresce la capacità competitiva sui mercati esteri delle piccole e medie imprese abruzzesi che, seppure con un andamento generalmente negativo, mostrano risultati migliori, per produzione e fatturato, della media regionale.
Grande impresa.Segno negativo a due cifre, invece, per il mercato delle grandi aziende investite da un calo della produzione del 10,9 per cento, da una diminuzione del fatturato del 15,3 per cento e degli ordinativi nazionali del 17,8 per cento. Nel breve periodo hanno registrato un andamento positivo solo gli ordinativi esteri (+1,4%). L'occupazione è rimasta stabile.
I settori.L'analisi per settori premia il comparto alimentare che sta emergendo con forza in Abruzzo, con un aumento sostanziale di produzione, fatturato e ordinativi interni e esteri.
In crisi il tessile e l'abbigliamento, dove il fatturato diminuisce su base congiunturale, ma migliora rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Stessa situazione per legno, mobile e lavorazione di minerali non metalliferi, mente il metalmeccanico e l'elettronico seguono la tendenza generalizzata del mercato in flessione.
Le province.A portare la maglia nera, con andamenti negativi più marcati rispetto al resto della regione, è la provincia di Chieti. Le aziende aquilane hanno visto un calo della produzione e del fatturato. La domanda estera, al contrario, è positiva in termini attuali e di prospettive.
L'occupazione risulta in lievissima crescita, anche se nel novero degli occupati sono compresi i lavoratori attualmente in cassa integrazione.
Pescara è l'unica ad aver registrato una crescita della produzione e della competitività all'estero, mentre l'andamento delle aziende teramane è per lo più negativo, con la sola eccezione di ordinativi esteri e occupazione.
«Rispetto alla caduta libera del terzo trimestre 2009», ha sottolineato l'economista Mauro, «i principali settori di riferimento mantengono posizioni positive, ma in lieve diminuzione nel confronto con il precedente periodo dell'anno. L'Abruzzo, nell'ultimo decennio, è stato attraversato da tre tipologie di crisi: internazionale, legata alla globalizzazione, finanziaria e, nel 2009, quella dovuta al terremoto dell'Aquila che ha prodotto pesanti effetti negativi».
La ricostruzione.Strumenti di pianificazione ordinaria nelle zone colpite dal sisma e la ricostruzione come momento di rivitalizzazione del tessuto locale, per il superamento della crisi economica.
Queste le indicazioni emerse in conferenza stampa dai componenti del comitato scientifico del Cresa: «E' necessario rimettere in moto la pianificazione ordinaria di vasta area, indispensabile per ricucire il tessuto produttivo abruzzese».
Chiodi. «Il sistema economico locale sta cercando di reagire per superare un momento congiunturale difficilissimo», è stato il commento del presidente, Chiodi. «il terzo trimestre dell'anno è positivo rispetto al 2009, ma il vero problema è l'occupazione, che in Abruzzo continua a diminuire».