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Data: 11/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Rischio sfiducia per Cialente. Mpa, Udc, Fli e Destra: chiarezza sui cambi di casacca

L'AQUILA. Subito una verifica di minoranza, poi la presentazione di una mozione di sfiducia «per mandare il sindaco Cialente a casa». Per Mpa, Udc, Destra e Futuro e libertà, «al Comune confusione e consociativismo sono ormai dilaganti».
«È ormai necessario riunire i gruppi e i segretari dei partiti del centrodestra per fare chiarezza sull'appartenenza di ogni singolo consigliere». Una necessità, per i consiglieri Emanuele Imprudente (Mpa), Enrico Verini (Futuro e libertà), Maurizio Leopardi (Udc) e Luigi D'Eramo (la Destra), «ormai non più rinviabile, alla luce della recente elezione di Franco Mucciante (Fi) a presidente della prima commissione consiliare. Si tratta di un'elezione costruita dal sindaco, tanto che la candidatura di Mucciante è stata sostenuta dalla maggioranza». Un fatto «inquietante» per i quattro gruppi d'opposizione che hanno tenuto una conferenza stampa con i segretari Corrado Ruggeri (Mpa) e Pierluigi Cosenza (la Destra). «Tanto più» ha spiegato Verini «che la minoranza aveva espresso la candidatura di Imprudente. Registriamo una trasversalità, frutto di accordi sotto traccia, a cui va posta la parola fine. In più occasioni avevamo offerto al sindaco la nostra collaborazione, ma Cialente ha sempre privilegiato le trattative private con i singoli consiglieri, alcuni dei quali utilizzati come "stampella"».
«Il sindaco Cialente» ha aggiunto D'Eramo «non ha i numeri per governare (la stessa elezione di Mucciante è avvenuta con 17 voti) e cerca, quindi, di tirare avanti assecondando alcuni consiglieri d'opposizione. L'elezione di Mucciante è la riprova di questa trasversalità documentata anche da alcuni sms». Per D'Eramo, subito dopo la verifica di centrodestra, «che dovrà chiarire chi, oltre Mucciante e Faccia (L'Aquila città unita), è fuori dalla coalizione, presenteremo la mozione di sfiducia a Cialente».
Pesanti le critiche rivolte anche al Popolo della libertà. «Occorre trovare un'alternativa a chi ha brillato per l'assenza. Ed è chiaro» ha detto Verini «che non accetteremo i diktat - tanto meno sul fronte delle prossime candidature - di chi in questi anni non si è mai occupato delle sorti di questa città».

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