COMUNE Scoppia il caso della mostra al museo Colonna Albore Mascia non riesce a trovare un accordo
PESCARA. Di Luzio, dopo una violenta lite al telefono con Masci, ha minacciato di dimettersi da presidente della commissione cultura. E' l'ennesima grana per Albore Mascia, già alle prese con un rimpasto in giunta difficile da realizzare e con l'Udc, pronta ad aprire una crisi.
Di giorno in giorno, si addensano le nubi nere all'interno della maggioranza. Giovedì scorso, durante la seduta del consiglio, l'Udc, stufa di attendere il posto in giunta promesso dal sindaco prima dell'estate, ha abbandonato l'aula facendo rischiare alla coalizione di centrodestra di andare sotto nelle votazioni. Ieri, ad appena 24 ore da questo episodio, è scoppiato anche il caso di Augusto Di Luzio, decano dei consiglieri del Pdl, nonché presidente della commissione cultura.
LITE SULLA MOSTRA Tutto è cominciato intorno alle 10, durante la seduta della commissione cultura. I consiglieri presenti hanno raccontato che Di Luzio è andato su tutte le furie quando ha ricevuto una telefonata dell'assessore regionale e leader di Pescara futura Carlo Masci, che lo invitava a rinunciare alla prestigiosa mostra del Novecento, con opere opere di De Chirico, Guttuso, Carrà e Michetti, per lasciare il museo Colonna a una pittrice pescarese contemporanea. L'artista è Learda Ferretti, architetto con la passione della pittura, moglie di Alfredo Cremonese, capo di gabinetto del presidente della Provincia Guerino Testa e grande amico di Masci.
Di Luzio, dopo aver informato i consiglieri presenti di quanto accaduto, ha detto di aver ricevuto direttamente da Mascia l'incarico di organizzare quella mostra, dalle feste di Natale al prossimo marzo. «Se non mi fanno fare quella mostra, mi dimetto», ha minacciato urlando. Poi, è corso dal sindaco. E', in sostanza, un altro braccio di ferro tra Masci e il Pdl.
I consiglieri di opposizione, intanto, hanno criticato l'ennesima lite nel centrodestra. «Dalla commissione cultura», hanno detto in una nota Aldelchi Sulpizio (Idv), Giovanni Di Iacovo (Sinistra), Giuliano Diodati e Florio Corneli (Pd), «emerge un nuovo drammatico atto di sciatteria amministrativa. Mentre il presidente Di Luzio annuncia di aver ricevuto dal sindaco l'incarico di organizzare un'importante mostra dei principali artisti del Novecento italiano, riceve comunicazione da un altro esponente politico della maggioranza che il museo è stato promesso nello stesso periodo a una pittrice locale».
ULTIMATUM DELL'UDC I guai per il sindaco non finiscono qui. L'Udc minaccia la crisi e un primo segnale lo ha già mandato giovedì scorso uscendo dall'aula consiliare. Ieri, Luigi Albore Mascia ha tentato di ricucire lo strappo, ma invano. «Non andremo più a incontri interlocutori», ha avvertito il capogruppo Vincenzo Dogali, «la prossima riunione dovrà essere conclusiva». L'Udc vuole un assessorato con deleghe pesanti, ma Masci dice no. Il leader di Pescara futura gioca al rialzo e continua a reclamare più spazio in giunta per la sua lista civica, a suo dire, sottodimensionata rispetto al Pdl. Il rapporto tra le due forze della coalizione è di 7 consiglieri e 3 assessori per Pescara futura, contro 11 e 9 del Popolo della libertà. Il Pdl è disposto a rinunciare a un solo assessorato, facendo uscire Alfredo D'Ercole dalla giunta, per cedere il posto all'Udc. Masci, in cambio del via libera all'Unione di centro, vorrebbe forse qualche altra delega per i suoi tre assessori.