PESCARA. Una stampa del westinghouse ad azione rapida appesa alle pareti, la riproduzione della vecchia stazione prima del bombardamento. A dominare la scena, un plastico di cinque metri per quattro: il mondo delle ferrovie in miniatura.
Ieri, l'associazione del Dopolavoro Ferroviario, presieduta da Giuseppe Salvatore, ha presentato la sesta edizione del progetto Scuola Ferrovia, nato per far conoscere questa realtà nelle scuole, attraverso l'illustrazione degli aspetti storici, tecnologici e strutturali del mezzo di trasporto che ha dato il via al progresso. Gli ex ferrovieri hanno colto l'occasione per inaugurare, nei locali dell'associazione, la mostra permanente di ferromodellismo. I primi spettatori sono stati cinquanta bambini della scuola materna Lucilla Ambrosini, entusiasti accanto agli ex macchinisti. Con la visita alla stazione i bambini hanno scoperto dove chiedere informazioni, come raggiungere i binari e quali sono le norme di sicurezza da osservare. Più tardi, il gruppo si è spostato nella sede del Dopolavoro per ammirare il grandissimo plastico, una perfetta riproduzione di stazioni, tratti ferroviari, strade ferrate. «Guardate e non toccate», hanno ripetuto le suore che accompagnavano i bambini. Qualcuno, però, non ha resistito alla tentazione. Hanno fatto a gara per ammirare più da vicino la ferrovia telecomandata. «I treni non partono se non hanno il semaforo verde e il segnale abilitato», ha precisato Michele Cipolloni, ex ferroviere, «questo modello rispetta fedelmente il sistema di sicurezza di oggi».
Anche Alberto Balducci, assessore alla Pubblica istruzione, ha osservato con ammirazione questo piccolo capolavoro, nato dalla dedizione e dall'impegno di Ennio Armellani e Bruno Cardarelli.
La giornata si è conclusa con la visita alla locomotiva a vapore, un altro traguardo cercato e raggiunto dai membri del Dopolavoro. Un'idea del 1985 che a marzo di quest'anno, finalmente, è diventata realtà. «Il sogno di un bambino diventa la passione di un uomo». Forse i bambini della scuola materna non sono riusciti a leggere queste parole, ma senza dubbio le hanno colte negli occhi degli ex ferrovieri.