Egregio direttore, circa un mese fa l'unico aereo cargo ha abbandonato il nostro aeroporto d'Abruzzo per scegliere quello di Ancona, nella totale indifferenza del mondo politico (salvo un paio di consiglieri comunali di Pescara), istituzionale, commerciale e imprenditoriale. Meraviglia, sopratutto, il silenzio della Regione, delle Province e delle Camere di Commercio; ritendolo evidentemente, una perdita trascurabile. Per restare nel nostro aeroporto, la società di gestione aveva fatto delle richieste non accolte, come si evidenzia dalla dichiarazione dell'attuale presidente della Saga e dal corposo investimento che l'aeroporto di Ancona ha fatto nel settore merci, grazie alla disponibilità di un grosso finanziamento europeo. Questo è una ulterione prova dell'immobilismo della nostra regione, perché gli stessi fondi comunitari li avrebbe potuto avere anche il nostro aeroporto, qualora fossero stati richiesti, con un apposito progetto. E' il caso di ricordare che circa 30 anni fa, quando l'Abruzzo uscì dall'Obbiettivo uno, si temeva per l'economia regionale senza quei fondi europei. Invece dopo una decina di anni avevani raggiunto uno sviluppo quasi uguale a quello delle Marche (la nostra regione di riferimento). Dopo questo decennio abbiamo incominciato a camminare allo indietro come il gambero, allontanandoci di molto dalla pii dinamica regione consorella, come potremmo definirla; considerato che abbiamo quasi la stessa popolazione, la stessa superficie e con un territorio orografico e fito-climatico uguale. C'è una differenza notevole fra le due regioni sul piano morale, in quanto le Marche non hanno avuto due governi decapitati dalla mgistratura.
Si fa cenno di questo, non per ritornare sull'argomento o polemizzare, ma per dire che certamente questo è una della cause delle nostra recessione, l'altra è una minore capacità imprenditoriale e quindi, la sottovalutazione dell'abbandono dell'aeroporto d'Abruzzo dell'unico aereo cargo. Infatti se c'era questa sensibilità si potesa salvare, forse, con le sole 700/800 mila euro spese per sostotuire le lussuose Lancia Thesis (di 3 anni di vita) con le altre più costose Audi A/6; soldi questi che risultano erogati in meno alla Saga per la gestione dei servizi a terra e per la promozione turistica.
Non si può sottacere che questa perdita è gravemente danno anche per l'Interporto di Manoppello, che proprio in questi giorni stà muovendo i primi passi.
Gabriele Costantini