Ore concitate per la riunione di Giunta convocata oggi sul previsionale 2011
L'AQUILA. Mancano circa 85 milioni di euro per quadrare il bilancio regionale di previsione 2011, provvedimento sul quale è in atto una corsa contro il tempo. Il provvedimento, atteso questa mattina all'esame della giunta, dovrà infatti essere portato all'approvazione dell'assemblea regionale entro il 31 dicembre prossimo, dopo aver superato un iter di commissione piuttosto complesso, oltre che aggravato dalla difficoltà di reperire le risorse finanziarie che per il momento risultano mancanti. Sarà un bilancio lacrime e sangue quello che, alla luce del pesante debito strutturale della Regione, e del deficit sanitario, aggravato dall'ulteriore buco di 360 milioni di euro, costringerà gli abruzzesi a un altro anno di rinunce soprattutto nel sociale, cultura e sport. Ma si dovrà attingere anche ai capitoli dello sviluppo economico, dirottando una parte dei fondi comunitari.
E' di venerdì l'allarme lanciato dal presidente della commissione Bilancio, il finiano Emilio Nasuti, il quale denuncia che non si riesce a convocare la sessione di bilancio perché non c'è ancora nessun documento sul tavolo. Così, dei circa 85 milioni, 12-15 milioni saranno assorbiti dalla nuova voragine della sanità. Sacrificio che si trasformerà in una quota annua fissa, per i prossimi 30 anni, da ripagare allo Stato a fronte del prestito obbligazionario, da 200 milioni di euro, che il presidente commissario alla sanità, Gianni Chiodi, ha chiesto al governo per coprire parte del nuovo buco senza aumentare le tasse.
Del resto, la pressione fiscale per gli abruzzesi è già ai livelli massimi a causa del piano di rientro concordato con il governo nazionale negli anni scorsi. Così ammonta a circa 70 milioni (85 milioni meno i 15 destinati al ripiano di una quota del nuovo buco sanitario) il disavanzo costante che la Regione si trascina da anni a causa dell'alta incidenza annua dei mutui, la cui quota fissa è di circa 110 milioni. Una tendenza invertita da tre anni con il blocco dell'indebitamento, quindi con la contrazione di mutui.
Per far quadrare il bilancio di previsione 2011 si dovranno dunque reperire nelle prossime ore circa 85 milioni di euro, senza i quali la Giunta non potrà licenziare i documenti nella seduta di questa mattina: fino alla tarda serata di ieri, cioè a poche ore dalla riunione odierna, negli uffici regionali si è lavorato duramente per mettere a posto i conti. Dirigenti, funzionari e impiegati sono stati impegnati a individuare l'ingente somma nelle cosiddette economie vincolate: si tratta di spostare risorse già disponibili e destinate, da una finalità all'altra. Rimedio non proprio ottimale, visto che si assottigliano sempre più i margini e che, da almeno tre anni, si attinge da un contenitore che non può essere smembrato avendo anche progetti e iniziative che comunque devono essere portate a termine. Ma per ora, spiegano i tecnici, non c'è altra scelta perché, nonostante i tagli di spesa, il debito strutturale è di circa tre miliardi di euro e nel bilancio regionale la spesa sanitaria incide per almeno l'85%. Una piccola boccata di ossigeno ci sarà nel 2015 quando scadrà la prima rata della cartolarizzazione, circa 42 milioni di euro, e del primo mutuo equivalente a circa 16 milioni di euro.