ROMA - Il futuro genero dell'amministratore delegato. I figli del caposcorta di Alemanno e di Veltroni. La cubista. L'ex estremista di destra. La moglie, la fidanzata, il cugino del sindacalista della Cgil. La sorella del delegato Rsu.
Eccoli i protagonisti principali della parentopoli romana, tutti laicamente - visto il numero di amanti e conviventi - assunti all'Ama e all'Atac per chiamata diretta. Tutti uniti in una unica grande "famiglia". Stesso faldone. Stessa lacrima se - come ha promesso il sindaco Alemanno - non risulteranno in possesso dei titoli corrispondenti al ruolo che occupano e verranno periò licenziati.
L'Atac di oggi: Stefania Fois, compagna del deputato Pdl Marco Marsilio, Claudia Cavazzuti, moglie del senatore pdl Stefano De Lillo. L'Atac di ieri: Roberta Pileri, ex compagna dell'ex assessore ds Mauro Calamante, Luca Rotini, figlio dell'ex caposcorta di Veltroni. Radici che risalgono, secondo la Procura di Roma, agli ultimi sei anni. Al 2004, dunque, quando la capitale era amministrata dal centrosinistra, il sistema Roma godeva di un consenso diffuso tanto da proporsi come modello all'intero Paese.
Sei anni dopo la capitale guidata da una giunta di un altro colore deve rispondere della stessa "ipotesi di reato": aver creato una corsia preferenziale per parenti, portaborse e amici. L'imbarazzo è grande anche per il sindacato e per i suoi leader. Tutti, nessuno escluso, accusati di aver tradito il codice etico: segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa Cisal, sigla, quest'ultima cresciuta all'improvviso.
Tutto è cominciato il 27 giugno scorso, quando Il Messaggero ha anticipato i dati del bilancio di Atac Spa. Perdite per 91 milioni di euro, con un indebitamento finaziario di 375 milioni di euro. Cifre da collasso. Tanto da allarmare gli analisti di Standard & Poor's. La fusione con Metro Spa e Trambus Spa avrebbe dovuto creare sinergie e una diminuzione della spesa del personale. Era accaduto il contrario.
Tre mesi dopo l'ex ad Adalberto Bertucci è costretto alle dimissioni pur conservando un rapporto di collaborazione con l'azienda (219 mila euro l'anno). Nel frattempo, però, oltre a Giulia Pellegrino, ormai nota cubista, nell'elenco dei nuovi assunti erano spuntati la cognata (Martina Dominici), il genero (Patrizio Crosotofari), più una percentuale altissima di cittadini di Guidonia Montecelio, dove l'ex consigliere comunale del Pdl risiede. Nell'organico spuntano anche o nomi di due ex militanti di estrema destra, Francesco Bianco e Gianluca Ponzo e di Pietro Menicucci, ex candidato pdl alla presidenza dell'XI trombato e "risarcito" con un posto all'Atac.
Il merito di queste "scoperte" va anche a un gruppo di ex stagisti dell'Atac, quasi tutti over 40 e disoccupati, pagati 350 euro al mese e mandati via per far posto agli "altri": quelli assunti per chiamata diretta.
Ecco che allora qualcuno si è messo a rovistare anche nelle carte dell'Ama, l'altra municipalizzata partecipata al 100% dal Campidoglio, guidata da Franco Panzironi, ex manager molto chiacchierato dell'Unire.E anche qui spunta una discreta giungla: fratelli e congiunti di sindacalisti, un futuro genero dell'ad, la compagna di un capogruppo pdl, la sorella di un assessore provinciale Sel e qualche pesce più grosso, come Maurizio Venafro, attuale capo di Gabinetto della Provincia di Roma e Maurizio Pucci, ex braccio destro di Bertolaso, all'epoca in quota ds. Anche in questo caso tutti messi dentro per chiamata diretta. In compenso il contratto che affidava la raccolta differenziata e la cura del verde alle cooperative dei disabili e degli ex detenuti sta per essere revocato: 150 persone "a rischio" a spasso.