L'Ama aveva 700 milioni di debiti, siamo riusciti a spalmare questo debito e poi ha riportarla in attivo. Mentre l'Atac, che nasce dopo che abbiamo unificato le aziende di trasporto, ha ridotto i propri dipendenti. La sinistra dimentica che questa giunta ha stabilizzato 2.000 precari che non avevamo preso noi, eredità delle passate amministrazioni e persone che aspettavano di essere assunte da otto anni».
Il polverone. «Si è fatto un gran polverone su una situazione molto meno grave di quello che appare - ripete Alemanno come aveva già detto nei giorni scorsi in conferenza stampa -. Oggi prenderemo degli impegni con il nostro elettorato, ma non è certo la sinistra che si può mettere sul banco degli accusatori. Noi faremo di tutto per dare regole nuove, ma questa è una vicenda montata».
Non mi occupo di assunzioni. Incalzato dai cronisti che gli chiedevano come mai non abbia vigilato sul sistema di assunzioni, il primo cittadino della Capitale ha ribattuto: «Non fa parte dei compiti di un sindaco seguire le assunzioni. Esistono degli amministratori delegati e delle responsabilità. Quelle responsabilità saranno accertate e chi ha sbagliato pagherà»
Ora regole ferree. Non c'è solo lo scontro politico, la polemica col centrosinistra. Ma c'è anche una parte propositiva. Il sindaco nei giorni scorsi ha ammesso di aver trascurato, per gestire le emergenze del risanamento economico e della sicurezza, la necessità di creare discontinuità rispetto al modus operandi delle assunzioni delle aziende capitoline che veniva effettuato dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra.
Ma adesso ha deciso di accettare la sfida della trasparenza, di cogliere l'occasione per far diventare la Capitale la prima della classe in fatto di trasparenza. «Dobbiamo imporre concorsi trasparenti e ho già parlato con il ministro Brunetta: da gennaio vareremo per la prima volta in tutta Italia a Roma norme così chiare che neanche l'ultimo degli assunti potrà avere ombre alle proprie spalle - ha detto - Mai più Roma e l'Italia devono tornare in mano ad una sinistra che ha fallito ovunque».
No a capri espiatori. Di nomi e cognomi in questi giorni ne sono stati fatti tanti. Non solo degli assunti ma soprattutto dei loro sponsor. Politici di sinistra ieri, politici di destra oggi. Leader sindacali ieri e oggi. «Non cercheremo capri espiatori, non getteremo teste in pasto a Tizio o Caio». E lo ha detto guardando dritto negli occhi gli esponenti del Pdl delle prime file tra quali il senatore Stefano De Lillo e il fratello Fabio che è assessore all'Ambiente, Giorgio Simeoni e l'europarlamentare Antonio Tajani. senza dimenticare quel Sergio Marchi, assessore ai Trasporti, che più di ogni altro sembra uscire con le ossa rotte sa questa storia. «Una critica che ci possiamo e dobbiamo fare è che dobbiamo essere più veloci e spediti nelle riforme - ha sottolineato il sindaco - dobbiamo accelerare il cambiamento di Roma».
La solidarietà. Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, era seduta al fianco di Alemanno. E ieri ha voluto dargli il suo sostegno: «Sono convinta - ha detto - che non ci sia nessuna parentopoli».
La procura chiederà il sequestro dei libri paga
ROMA - Sarà una settimana decisiva per chi indaga sulle assunzioni Atac e la gestione "anomala" di alcune delle principali municipalizzate romane. La procura ha intenzione di inviare, tra qualche giorno, i carabinieri a prelevare tutta la documentazione necessaria per l'inchiesta. A partire dai libri paga della società che, per gli investigatori, potrebbero rivelarsi molto utili per ricostruire stipendi, metodi e date delle assunzioni. E anche i nomi di chi realmente è stato chiamato a lavorare per l'azienda dei trasporti.
Insieme con questi verranno acquisiti i contratti personali e quelli riguardanti gli appalti con altre società che si sono occupate della manutenzione dei mezzi, le eventuali consulenze e i bilanci. Gli ultimi sei anni di gestione verranno passati al setaccio, perché qualsiasi eventuale reato commesso in precedenza sarebbe prescritto.
Nel frattempo prosegue anche l'inchiesta avviata dalla Corte dei conti che ha affidato l'attività di controllo alla Guardia di finanza. I magistrati contabili, a giorni, si incontreranno con i colleghi della procura penale per scambiare informazioni ed eventuale documentazione.
Sempre durante questa settimana, il procuratore Giovanni Ferrara e l'aggiunto Alberto Caperna, potrebbero decidere di sentire i vertici dell'Atac, funzionari e dirigenti. E anche quelli che hanno avuto incarichi di rilievo negli anni sotto esame. Negli uffici di piazzale Clodio continuano ad arrivare segnalazioni di presunti comportamenti illeciti, ma solo dopo aver letto le carte e analizzato i regolamenti i magistrati potranno decidere se iscrivere qualcuno sul registro degli indagati e affidare le perizie per l'analisi dei bilanci.
Insieme con l'Atac, intanto, si stanno aprendo anche nuovi fronti investigativi, e il principale è quello che riguarda l'Ama. Il fascicolo è stato avviato senza alcun titolo di reato, e verrà assegnato oggi a un pm. L'ad della municipalizzata Franco Panzironi ha già detto che non intende avviare alcuna inchiesta interna, perché, secobndo lui, tutto si è svolto nel rispetto delle regole.