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Pescara, 18/04/2026
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Data: 13/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi contro il cofondatore: sa solo ricoprirmi di insulti. Il Cavaliere vede ormai conquistata quota 316 alla Camera. Stamane discorso al Senato

ROMA - Non si aspettava qualche spiraglio per una possibile trattativa, ma parole meno infiammate, questo sì. Invece, «Fini, sa solo coprirmi di insulti» ha esclamato Silvio Berlusconi dopo aver visto in tv, su Raitre, l'intervista a Gianfranco Fini. Ma in serata, durante una cena con i senatori Pdl, nelle sale dell'hotel «Excelsior», il premier, assai ottimista circa l'esito del voto di fiducia oggi al Senato e domani alla Camera (il suo pallottoliere è arrivato a quota 316), ha criticato sia il cofondatore (pure per le cravatte rosa), che Pier Ferdinando Casini. «Non hanno voti, dove vanno?» si è chiesto. Chiosando, sono solo fenomeni mediatici. Anche i sondaggisti, ha affermato, «non capiscono dove vogliono andare Fini e Casini. Quei due non hanno voti, non hanno spazio politico, perdono qualsiasi credibilità, riescono a ottenere solo spazio in tv». Ed ha scaricato le colpe sull'«assurda legge della par-condicio, che, in caso di elezioni consentirebbe a Fli e Udc di avere la stessa visibilità del Pdl». Quindi, tornando sull'intervista, ha criticato il presidente della Camera. «Ha detto di voler fare opposizione, ma così porta i suoi parlamentari a sommare i loro voti con quelli della sinistra». E alla cena ha scherzato dopo che Benedetti Valentini, indossando i panni di Dante Alighieri, ha recitato versi contro il «terzo polo»
Se per seguire l'intervista di Lucia Annunziata («badessa inginocchiata a Fini», secondo Maurizio Gasparri) il Cavaliere ha fatto ritardare l'aereo che l'ha riportato a Roma, ormai guarda al discorso in Parlamento che sarà, ha annunciato, di «alto profilo», senza accenti polemici. Farà «un appello alla responsabilità e ragionevolezza», offrirà «un patto di legislatura» per andare avanti, ripartendo dai 5 punti del programma. Chiederà un contributo a tutte le forze che hanno a cuore l'interesse dell'Italia. Vuole creare le condizioni affinché i centristi sostengano, anche dall'esterno, un governo che vuole guardare con attenzioni alle politiche sociali (in particolare al quoziente familiare), mettendo al centro la famiglia. Dalla maggioranza, filtrano aperture a personalità esterne (è spuntato il nome di Mario Monti, subito smentito da Palazzo Chigi) alle quali sarebbero offerte poltrone nell'esecutivo. L'obiettivo, secondo queste fonti, sarebbe di far aprire un dibattito nell'Udc. Ma c'è un altro «piano B». Nel caso in cui l'Udc rifiutasse, cosa assai probabile, il Cavaliere sarebbe pronto ad aprire posti e prebende al Fli. Punta a sottrarre una decina di onorevoli ai «futuristi». Se raggiunge quota 316 e con una decina di deputati in più, il governo potrebbe riprendere la navigazione.
Ieri Berlusconi non si è collegato al telefono con le manifestazioni Pdl a Padova, Milano e Roma, ma le adesioni raccolte dai supporter sono state da record, oltre 2 milioni e 300 mila. Al palazzo dei Congressi dell'Eur, c'erano anche bandiere di An. Qui ha parlato, tra gli altri, Alfredo Pallone, vice-coordinatore del Lazio. «L'Italia è l'unica nazione occidentale dove i parlamentari pretendono di governare senza aver vinto le elezioni». A Milano, a un anno dall'attentato al premier, è spuntato un contestatore durante l'intervento di La Russa. E c'è anche il giallo delle ville del premier in cambio del taglio del debito di Antigua. Berlusconi, secondo la trasmissione «Report», avrebbe favorito la riduzione del debito di 73 milioni che lo Stato caraibico vanta nei confronti dell'Italia. Per Niccolò Ghedini,è una tesi «totalmente assurda, infondata e nuovamente diffamatoria».

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