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Pescara, 18/04/2026
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Data: 13/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Cialente: basta con questi giochini chi vuole firmare la sfiducia lo faccia

Il sindaco polemizza con l'iniziativa annunciata da alcuni gruppi consiliari di centrodestra

L'AQUILA. «Vogliono raccogliere le firme per sfiduciarmi? Lo facciano. Io non ho tempo per questi giochini e spero solo che i cittadini si rendano conto di ciò che sta accadendo». Per il sindaco Massimo Cialente «non è il momento di correre dietro a cose pretestuose mentre il governo, con qualche complicità locale, tiene artatamente bloccata la ricostruzione della città. È saltata anche l'ordinanza (nessuno l'ha predisposta) relativa al trasferimento dei 40 milioni di euro con i quali avremmo dovuto pagare puntellamenti, traslochi e autonoma sistemazione. Arriveranno solo pochi spiccioli e nulla viene detto sulle tasse o sul prezzario che di fatto sta paralizzando la ricostruzione delle case E fuori dai centri storici. In questa situazione» commenta il sindaco, finito nel mirino anche di una parte del Pd che lo accusa di "aver inciuciato" con esponenti dell'opposizione, «c'è chi preferisce giocare. Così come fanno alla Regione dove alcuni settori, quali la Sanità, sono ormai allo sbando. Questo è il Paese dove tutti giocano, il Paese nel quale si possono acquistare anche i parlamentari. Siamo su una nave che naviga, senza nocchiere, in un mare in tempesta».
Una risposta, quella di Cialente, rivolta ai gruppi di Fli, Udc, Mpa e Destra, che hanno annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia. «Spero che i cittadini abbiano uno scatto d'orgoglio» aggiunge. «Nessuno qui si preoccupa del fatto che tra 18 giorni ci saranno famiglie con case B (i cui lavori sono ancora in corso) che non avranno più diritto all'assistenza. Il centrodestra dovrebbe avere il coraggio di dire da che parte sta. Io sto con la mia città».
Problemi con l'opposizione, ma anche con il Pd. «C'è chi» dice Cialente «si interroga sull'elezione di Mucciante (Fi) alla presidenza della prima commissione, ma non su quella di D'Eramo (la Destra). Un fatto davvero singolare».

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