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Data: 13/12/2010
Testata giornalistica: Rassegna.it
Fisco, economia - 2011, l'anno delle tasse locali. Cresceranno il doppio rispetto a quelle statali

Le imposte locali cresceranno il doppio rispetto a quelle statali: le prime avranno un aumento del 7,2% e passeranno da 111,8 a 119,9 miliardi, mentre quelle statali aumenteranno dello 3,6%. Napoli in testa alla classifica, Campobasso in coda

Aumenti in vista per le tasse nel 2011, con quelle locali che cresceranno il doppio di quelle statali: le prime avranno un aumento del 7,2% e passeranno da 111,8 a 119,9 miliardi mentre quelle statali aumenteranno dello 3,6%. È quanto emerge dallo studio condotto da Krls Network of Business Ethics per conto dell'Associazione Contribuenti Italiani, che sarà pubblicato nel prossimo numero del magazine "Contribuenti.it".

L'associazione chiede un "Mister Fisco", quale Garante per la sorveglianza dei tributi. In testa alla classifica ci sarà Napoli mentre in coda Campobasso: ogni abitante del comune partenopeo verserà nel 2011 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionali varie per 2.612,20 euro - afferma lo studio - contro una media nazionale di 1.790,30 euro. L'analisi osserva, però, che "Napoli è da ritenere fuori classifica, visto che tra le entrate tributarie comunali annovera la tassa rifiuti, che falsa la classifica: da sola incide per 569,20 euro contro la media nazionale di 264,50 euro".

Al secondo posto - rende noto Contribuenti.it - c'è Milano con 2.505,00 euro, al terzo Aosta con 2.426,20 euro, al quarto posto Bologna con 2.470,10 euro e al quinto Roma con 2.469,80. All'ultimo posto, Campobasso con soli 890,40 euro pro capite. Nello studio, sono stati analizzati tutti i "balzelli" applicati dagli enti locali, intesi come sommatoria delle imposte versate dai contribuenti a Comuni, Provincie e Regioni. Imposte che - si legge nella nota - ciascun ente locale applica, per legge, ai propri residenti, sia persone fisiche che giuridiche.

Per i Comuni sono state esaminate le principali fonti di gettito quali l'Ici, l'addizionale comunale Irpef, la Cosap e la tariffa rifiuti urbani. Per la Provincia, invece, l'imposta sulla Rc auto, l'addizionale sulla bolletta dell'Enel, la quota parte della Tarsu e l'imposta di trascrizione. Per la Regione, infine, l'Irap, la compartecipazione all'Iva, all'addizionale regionale sull'Irpef e la compartecipazione sulle accise della benzina. Dallo studio di Contribuenti.it è emerso anche come avviene la ripartizione delle imposte tra gli enti locali: il 54,3% va alle Regioni, il 40,1% ai Comuni e il rimanente 5,6% alle Province.

"Le ragioni di questa crescita - secondo Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani - sono da ricercarsi principalmente nella assenza di un Garante per la sorveglianza dei tributi. Bisogna istituire a livello regionale, presso "Lo Sportello del Contribuent" la figura di"'Mister Fisco". La sua attività - osserva - dovrà essere indirizzata verso tre filoni principali d'azione: la sorveglianza della tassazione degli enti locali, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento e il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all'evasione fiscale; il monitoraggio della tax compliance favorendo il dialogo tra le associazioni dei contribuenti, le amministrazioni finanziarie e gli agenti delle riscossione".

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