| |
|
| |
Pescara, 16/04/2026
Visitatore n. 753.174
|
|
|
|
|
|
|
14/12/2010
Il Messaggero
|
Bonanni, fischi e insulti a Roma. Scontro con un gruppo di precari. Sacconi: «Sono dei violenti, meritano solo disprezzo». Tre mesi di proteste e di provocazioni |
|
ROMA - Raffaele Bonanni è stato duramente contestato ieri a Roma da una quarantina tra studenti, lavoratori e precari. Ieri a Roma hanno fatto irruzione nell'Auditorium di Via Rieti dove i leader di Cgil e Uil Susanna Camusso e Luigi Angeletti, il ministro Sacconi, la presidente di Confindustria, amici e invitati si erano riuniti per la presentazione de Il tempo della semina, il libro scritto dal leader della Cisl con Lodovico Festa. I manifestanti hanno esposto uno striscione che inneggiava allo sciopero: "Contro il patto sociale sciopero generale». Hanno gridato slogan sulla loro condizione precaria "Noi la crisi non la paghiamo", e quando il servizio li ha respinti in strada è stato tutto un coro di "fascisti!" e "il contratto non si tocca!", "vergogna". Nel parapiglia che ne è nato, tra piante e transenne rovesciate, un uomo di 74 anni si è fatto male ad un spalla ed è andato a farsi controllare dal medico. Da fuori dall'Auditorium il gruppetto di contestatori ha continuato a gridare slogan contro i sindacati e contro il governo. Ma in sala era tutto tranquillo e da un ingresso secondario sono stati fatti entrare il ministro del Lavoro ed Emma Marcegaglia. Il convegno è andato avanti senza altri disturbi. Unanime è stata la solidarietà al segretario generale Cisl, non da oggi vittima di dure contestazioni. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che di Bonanni è anche amico personale, è stato duro. «Sono semplicemente dei violenti: non meritano altre considerazioni se non il disprezzo che si deve tributare a qualunque manifestazione di intolleranza». «Si tratta di minoranze estreme ed esigue». L'ex collega di Bonanni, Sergio D'Antoni, oggi responsabile dell'organizzazione del Pd sul territorio ha detto che «etichettare come nemico il leader di una grande organizzazione come la Cisl, offenderlo personalmente in un momento come questo significa non solo qualificarsi come antidemocratici, ma voler turbare senza argomenti le ragioni del dialogo e della necessaria unità tra i sindacati». Solidarietà anche dal presidente dei deputati del Pd, Dario Franceschini, che ha parlato di «atteggiamenti gravi e inaccettabili che vanno respinti senza se e senza ma». «In un momento così delicato in cui si sta tentando da più parti di riannodare il dialogo con Fiat questo non è davvero un bel segnale» dice il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella. E «piena solidarietà a Raffaele Bonanni» arriva anche dal sottosegretario Carlo Giovanardi. Il vicepresidente del Senato Vannino Chiti vede nell'attacco a Bonanni un attacco a tutto il sindacato, anche ai leader di Cgil e Uil che erano presenti. «Voglio esprimere la mia solidarietà al segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, e ai segretari generali Susanna Camusso e Luigi Angeletti per la dura contestazione subita oggi all'Auditorium di Via Rieti. Non è la prima volta che i leader sindacali, in particolare quello della Cisl, sono oggetto di inaccettabili aggressioni».
Tre mesi di proteste e di provocazioni
ROMA - Dalla Festa del Pd, ai fumogeni a Torino alle contestazioni davanti alla sede di Bergamo. Sono ormai tre mesi che la Cisl, e il suo segretario Raffaele Bonanni, sono oggetto di dure e pesanti critiche, che sfiorano l'aggressione vera e propria. Ne ripercorriamo le tappe. 8 settembre. E' il primo, grave episodio. Un gruppo di contestatori accoglie Bonanni alla festa del Pd a Torino con il lancio di banconote al grido di «vergogna vergogna». Al momento di sedersi sul palco, a fianco di Enrico Letta, Bonanni viene colpito di striscio da un fumogeno lanciato da Rubina Affronte, figlia di un magistrato fiorentino e appartenente al centro sociale Askatasuna. Il fumogeno gli buca il giubbotto. 30 settembre. Altra dura contestazione, questa volta da parte di militanti della Fiom-Cgil, di fronte alla sede della Cisl di Bergamo: lancio di uova e altri petardi. 1 ottobre. E' la volta di Livorno, dove un corteo di circa 600 manifestanti della Fiom protesta contro l'accordo separato, sottoscritto da Federmeccanica con Cisl e Uil, lanciando uova e sassi e scandendo cori e insulti contro la sede della Cisl e quella di Confindustria. 6 ottobre. La contestazione arriva alla sede centrale della Cisl a Via Po, i cui muri sono stati imbrattati con vernice rossa e uova. Sono stati anche lanciati fumogeni e volantini. Nella stessa giornata, azioni di protesta della Fiom contro la sede della Cisl a Merate, e scritte offensive contro Bonanni, ma anche Sergio Marchionne e Maurizio Sacconi, alla sede di Ivrea. 12 ottobre. Ancora scritte offensive e lancio di uova contro le sedi Cisl di Terni e Teramo. Scatta da parte di prefetti e questure una «costante attenzione» sulle sedi dei sindacati. 14 ottobre. Scritte offensive (?Servi dei padronì) sulla sede di Caserta. E poi a Cuneo e Lecce. 24 novembre. Volantino, firmato con la A di Anarchia, contro Bonanni (definito traditore) all'ingresso della sede Cisl di Genova. Alla sede di Napoli scritta: Cisl serva dei padroni.
|
|
|
|
|