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Pescara, 16/04/2026
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Data: 14/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
I debiti dell'Abruzzo - La Giunta aumenta il prezzo della benzina. Brutte sorprese. Da gennaio due centesimi in più al litro per pagare i debiti della Regione

Per varare il bilancio e far quadrare i conti toccherà ai cittadini mettere mano al portafogli

PESCARA - Le mani nelle tasche dei cittadini ce le mettono eccome. Mancano all'appello cento milioni di euro ed ecco pronti i Pantaloni abruzzesi: saranno loro a pagare otto milioni di euro di debiti della Regione mettendo mano al portafogli. Dal primo gennaio e in piena crisi petrolifera, la giunta Chiodi vara l'aumento di due centesimi al litro sulla benzina, buon capodanno a tutti. «Ma l'accisa non riguarderà gli altri carburanti», mitiga l'assessore al Bilancio Carlo Masci, bontà sua. «E in fondo con questa tassa aiuteremo anche un po' l'ambiente», provare a dirlo ai pendolari e ai rappresentanti di commercio per vedere l'effetto che fa.
«Un bilancio della concretezza e del rigore»: alle sette di sera l'Ufficio stampa della Regione batte la cattiva novella, ma già dal mattino all'Aquila tira una bruttissima aria. Masci non risponde al telefono, Chiodi mette le mani avanti e spiega alle tv che farà di tutto per evitare aumenti di tasse. Insomma si capisce che stanno preparando il siluro. Poche righe, alla fine, per spiegare che se la sono vista brutta e che bisogna stringere la cinghia e che l'austerità durerà almeno fino al 2015. Dice il presidente: «Un provvedimento difficile, sofferto, quasi un miracolo averlo approvato, dopo il consistente taglio del governo nazionale alle funzioni delegate. Per l'Abruzzo la decurtazione è stata pari all'80 per cento, passando da 170 milioni a 40 milioni di euro». Insomma un bilancio lacrime e sangue, dei cittadini naturalmente. Spiega Masci: «Abbiamo utilizzato 100 milioni di euro derivanti da economie vincolate, risorse non utilizzate in passato per pagare le spese obbligatorie». A fronte dei 360 milioni di euro del debito sanitario, la giunta ha optato per una anticipazione da parte dello Stato di 200 milioni di euro, da restituire in 30 anni. Un ricorso alle casse nazionali che ha appesantito ulteriormente il capitolo delle spese. E proprio per pagare la rata di anticipo del prestito, circa 13 milioni di euro, che la Regione ha deciso di percorrere due strade: «La prima - spiega l'assessore al Bilancio - di circa 5 milioni, riducendo ulteriormente le spese regionali: la seconda, di 8 milioni, con la tassa sulla benzina. Abbiamo preferito non toccare Irap e Irpef inasprendo la già elevata tassazione per la comunità abruzzese, colpendo invece un bene di consumo». Siamo indebitati fino al collo, aggiunge Masci, «e non per colpa nostra». Quel che è certo è che non saranno toccati settori strategici come sociale e cultura. «Ogni anno - aggiunge Chiodi - siamo gravati da oneri pari a 200 milioni di euro per coprire spese pregresse, una situazione che giocoforza ci ha costretto all'austerità ma, posso assicurarlo, lo sviluppo non sarà compromesso». Oggi il bilancio arriverà in Commissione e prima della fine dell'anno in aula dove affronterà l'incognita del voto. Ma se non dovesse passare, sottolinea Masci, sfumerebbe anche il prestito dello Stato. Un guaio dopo l'altro, anche se a pagare il costo più alto come al solito saranno i cittadini. E ieri Gianni Chiodi ha trovato sul tavolo un'altra sorpresa: la lettera del presidente della Commissione d'inchiesta sugli errori in campo sanitario Leoluca Orlando, che gli chiede chiarimenti sul deficit sanitario e sul piano di rientro. «E' necessario capire l'entità precisa del disavanzo e far luce su eventuali responsabilità amministrative, gestionali e contabili - spiega in una nota Orlando - Per questo la situazione economico-finanziaria della sanità abruzzese sarà esaminata nel corso dell'audizione del presidente Chiodi».

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