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Data: 14/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
I debiti dell'Abruzzo - Deficit sanità, benzina più cara da gennaio. La giunta vara il bilancio, l'aumento permetterà alla Regione di recuperare 8 milioni

Gli unici capitoli con risorse anche se insufficienti sono quelli del sociale e della cultura

L'AQUILA. In Abruzzo dal 1º gennaio benzina più cara di due centesimi al litro per coprire la nuova voragine di 360 milioni di euro nel debito della sanità. Il pieno, mediamente di 50 litri, costerà un euro in più. Il rincaro permetterà alla Regione di recuperare 8 dei 13 milioni di euro annui (i restanti 5 provengono da tagli alla spesa) di tasse che dovrà essere versata allo Stato per i prossimi 30 anni per il prestito di 200 milioni.
Un prestito chiesto e ottenuto dal presidente della giunta regionale e commissario per la sanità, Gianni Chiodi. Con l'anticipazione di cassa da parte dello Stato e i 160 milioni di euro trattenuti dai Fas (fondi per le aree sottoutilizzate) la giunta ha chiuso il discorso sulla restituzione, entro la fine dell'anno, dei 360 milioni di debito nella sanità emerso tra le polemiche, nelle settimane scorse. L'introduzione dell'accisa sulla benzina e le misure per coprire il debito sono state decise dalla giunta regionale e previste nel bilancio di previsione 2011 licenziato, insieme alla finanziaria regionale, ieri sera, dopo una maratona di 4 ore. «Per il sanare un ulteriore vecchio debito contratto da altri, abbiamo preferito», ha spiegato l'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci, «non toccare Irap ed Irpef per non inasprire la già elevata tassazione per la comunità abruzzese e neanche il bollo auto. Abbiamo colpito un bene di consumo, la cui riduzione ha anche una valenza ambientale».
La nuova tegola sulla sanità peggiora ulteriormente la situazione di un bilancio e di una finanziaria, come hanno sottolineato Chiodi e Masci, «approvato quasi per miracolo». Questo alla luce del debito strutturale di 3 milioni di euro, dell'ingente deficit sanitario e, in ultimo, del taglio netto dei trasferimenti statali per le funzioni delegate, passati, ad esempio nei trasporti, da 170 a 40 milioni di euro. Per arrivare al pareggio di bilancio, c'è stata un'autentica «caccia al tesoro» per individuare 98 milioni di euro dalle economie vincolate, cioè fondi in bilancio non utilizzati trasferiti nei capitoli relativi alle spese obbligatorie. Non ci sono risorse per lo sviluppo per il quale il discorso è rinviato ai fondi comunitari e nazionali. Gli unici capitoli con risorse, peraltro insufficienti, sono quelli del sociale e della cultura. In difficoltà il settore trasporti, colpito dai tagli, sul quale devono essere dirottati fondi alla luce della posta di circa 95 milioni a fronte di un fabbisogno del doppio.
«E' il bilancio della concretezza e del rigore, senza demagogia e senza penalizzazione per lo sviluppo», ha spiegato Chiodi. «Un provvedimento difficile, sofferto, quasi un miracolo averlo approvato, dopo il consistente taglio del Governo nazionale alle funzioni delegate. Ogni anno siamo gravati da oneri pari a 200 milioni per coprire spese pregresse. Una situazione che, giocoforza, ci ha costretto all'austerità. non possiamo assolutamente più permetterci gestioni allegre delle risorse, né deleterie liste della spesa».
Per Chiodi, «lo sviluppo non sarà compromesso perché il governo regionale attingerà alle risorse europee e nazionali, investendole in progetti di crescita per il territorio». L'assessore Masci ha chiarito: «Lavoriamo per risanare la Regione per noi e per i nostri figli, per questo non abbiamo fatto e non faremo altri debiti».
Oggi i due documenti arriveranno in consiglio regionale per il lungo iter per l'approvazione entro il 31 dicembre, pena il ricorso all'esercizio provvisorio.

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