In settembre a Vasto l'ex magistrato lo celebrava così: ha detto no al Cavaliere
PESCARA. «Razzi è stato avvicinato e gli hanno detto che gli pagavano il mutuo della casa e gli davano un posto sicuro per il suo futuro, ma ha detto no. A me Berlusconi ha proposto di fare il ministro dell'Interno e anch'io ho detto no». Antonio Di Pietro celebrava così Antonio Razzi nella festa nazionale dell'Italia dei Valori a Vasto. Era il 12 settembre, ma sembra un'altra era.
Sono trascorsi appena tre mesi ma come appare lontanto il tempo di quel pubblico elogio del deputato abruzzese del suo partito eletto in Svizzera, fatta dal leader dell'Idv che oggi gli dà del Giuda. Da giorni, infatti, Razzi, 62 anni di Giuliano Teatino, è uno dei parlamentari transfughi da sinistra verso destra che con il loro voto si sono impegnati a votare, oggi in Parlamento, contro la mozione di sfiducia a Silvio Berlusconi. E proprio a quel mututo per la casa comprata di Pescara nella centralissima via Nicola Fabrizi è al centro di illazioni che Razzi cerca di ribattere con sdegnate puntualizazioni. A dare alimento ai sospetti c'è il fatto che quell'appartamento si trova nello stesso condominio di un esponente di spicco del Pdl in Abruzzo, il deputato Sabatino Aracu, che, in un articolo apparso ieri su la Repubblica, smentiva, però, qualsiasi intervento del partito del Cavaliere nel pagamento del mutuo a Razzi, pur ammettendo che, sì, il colpo di fulmine ci sarebbe stato fra il parlamentare eletto in Svizzera e il Popolo della libertà.
Lui, Razzi, negli ultimi giorni, non fa che rispedire al mittente qualsiasi sospetto su questa benedetta casa pescarese. «Dai giornali vengono riportate sistematicamente notizie false, tendenziose e diffamatorie nei miei riguardi gravemente dannose alla mia reputazione», è una delle sue ultime "autodifese" in cui diffida «gli organi di informazione a continuare con il reitero di falsità sul mio conto soprattutto quando, più o meno esplicitamente, si fa riferimento a do ut des in termini di denaro».
«La mia decisione di passare al gruppo Noi sud è una decisione di carattere politico», spiega. «La conclusione di un percorso con Di Pietro che è stato un vero e proprio calvario umano e politico. Nella nuova esperienza che farò nel gruppo Noi sud sarò in compagnia di amici gi presenti nell'Idv e da questo usciti. Non faccio parte dunque del Pdl. Nessuno si permetta di fare illazioni circa miei contatti con il Pdl, nessuno del Pdl mi ha mai contattato. Diffido chiunque dal continuare con la storia del mutuo di casa perché notizia falsa e diffamatoria indegna di quanti ritengono di fare informazione».
Quell'attuale non è la prima esperienza parlamentare di Antonio Razzi. E' stato, infatti, eletto nella circoscrizione Estero (Europa) nel aprile 2006, nel voto vinto dal centrosinistra guidato da Romano Prodi. Il secondo biglietto per Montecitorio l'ha staccato, invece, alle elezioni del 14 aprile 2008 nelle liste all'estero dell'Italia dei valori. L'avventura politica di Razzi è arrivata al termine di un percorso che l'ha visto lasciare l'Abruzzo nel 1965, quando, all'età di 23 anni, emigrò in Svizzera. Lì, a Lucerna, trovò lavoro come operaio in una ditta tessile, la Tersuisse Multifils che allora, però, si chiamava Viscosuisse. Sposato con una spagnola, è padre di due figli. Nel 1977 fondò con altri emigranti il Centro regionale abruzzese di Lucerna di cui oggi è presidente.
Quel giorno di settembre a Vasto, Razzi ringraziò Di Pietro e confessò, con il gusto di chi celebra la sua vittoria da Davide contro il Golia della politica: «Si è vero, sono stato contattato, mi hanno proposto una rielezione sicura per 5 anni, mi hanno detto: stai in una botte di ferro, ti cambia la vita. Però a me mi cambia la faccia, ho risposto. Faccio fare una brutta figura a mia moglie, ai miei figli ai miei nipoti, ma anche a tutti gli abruzzesi, perché anche se sono stato eletto in Europa sono cittadino abruzzese».