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Pescara, 16/04/2026
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Data: 14/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Crisi politica, il giorno della conta - Il tutto per tutto delle deputate premaman. Mogherini (Pd) invoca il fair-play: tre in sala parto? Tre donne Pdl non votino

Mussolini dice no e rilancia: le puerpere partecipino via web

ROMA. Suspense altissima per l'"affaire" gravidanze, tre deputate ad un passo dalla sala travaglio in una concomitanza che non si era mai verificata nella storia del parlamento repubblicano. Il destino di Berlusconi potrebbe dipendere oggi dal voto di tre deputate premaman, e cioè Giulia Bongiorno, Giulia Cosenza e Federica Mogherini, le prime due di Fli, la seconda del Pd. In realtà le tre parlamentari sono in situazioni diverse. Federica Mogherini ha la gravidanza il cui termine scadeva ieri. Se la piccola Marta, questo è il nome della bimba, vorrà aspettare ancora un po' la parlamentare del Pd sarà in aula. «Io sto bene - ha spiegato - e con il pancione verrò». Ma il momento in cui inizieranno le doglie è imprevedibile.
Diversa è la situazione delle due esponenti di Fli, Bongiorno e Cosenza. Entrambe hanno una gravidanza difficile che le costringe a letto. Bongiorno è addirittura ricoverata e la sua presenza oggi sembra esclusa. La sua collega ha detto che se oggi se la sentirà sarà in aula, magari solo pochi minuti per votare su una sedia a rotelle. L'importante è evitare lo stress che provoca contrazioni. Perché nell'eventualità di doglie improvvise la Camera, riferisce il presidente della commissione Affari sociali, Giuseppe Palumbo (Pdl), «è attrezzata sì per una prima assistenza, ma non credo per un parto». Però «tra noi ci sono diversi ginecologi, e saremo certamente pronti a intervenire in caso di necessità». «Certo - osserva Palumbo che è egli stesso ginecologo - quando situazioni del genere precipitano di solito diventa anche tutto più semplice. In ogni caso, ci sono le ambulanze sempre fuori dal palazzo». Insomma se mentre Mogherini sta votando arrivano le doglie, si accendono le sirene e si corre ad ostetricia. Mogherini ha lanciato poi un appello, in nome della solidarietà femminile, alle colleghe del Pdl: tre di loro che avrebbero votato sì al governo, non partecipino al voto per «fair play» nei confronti delle colleghe in sala parto. Ma la risposta è stato il niet di Barbara Saltamartini, responsabile femminile del Pd: «Faccio i migliori auguri alla Mogherini in questo momento ma il regolamento vuole che io voti. Aspetto la collega al rientro della maternità per cambiare assieme il regolamento della Camera». Anche Alessandra Mussolini dice no ma rilancia alternativa la proposta che le donne incinte possano votare via web. «Ma come - esclama Mussolini - facciamo le teleconferenze mondiali in cui si decidono le sorti dell'umanità e non siamo in grado di far votare via web Federica Mogherini?. Basta una telecamerina, un collegamento internet, e al momento della chiama il presidente chiede alla parlamentare come vuole votare».

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