INCIDENTE A TIVOLI La vittima ha attraversato con le sbarre abbassate Disservizi fino alle 21 per migliaia di viaggiatori
AVEZZANO. La tragedia di un giovane, travolto e ucciso da un treno, è diventata l'odissea per migliaia di viaggiatori sulla linea ferroviaria Roma-Pescara. Treni soppressi, altri partiti dopo interminabili attese, molti arrivati a destinazione con ritardi fino a due ore.
L'INCIDENTE È avvenuto alle 12,40 di ieri nei pressi della stazione di Bagni di Tivoli, nel Lazio. Il passaggio a livello era abbassato stando a quanto stabilito dagli inquirenti. Un rom di 24 anni ha cercato ugualmente di attraversare i binari. Si è infilato sotto le sbarre, poi è tornato in sella alla sua bicicletta. Poche, ultime pedalate. In quel momento è passato il treno 24024 partito da Roma Tiburtina alle 11,58 e diretto ad Avezzano. Il macchinista, un uomo residente nella capitale, non ha fatto in tempo ad attivare il freno d'emergenza. «L'ho visto all'ultimo momento» ha ripetuto, comprensibilmente scosso, agli agenti della polizia ferroviaria di Roma Tiburtina che l'hanno ascoltato per ricostruire quanto accaduto. L'impatto tra il locomotore e la bicicletta è stato inevitabile e fatale. Il giovane non ha avuto scampo. Il corpo senza vita è stato scaraventato a decine di metri e nel frattempo il treno ha arrestato la sua corsa. I passeggeri, molti dei quali marsicani, sono rimasti illesi. Si sono accorti della tragedia soltanto dopo diversi minuti di attesa, informati dallo stesso personale delle Ferrovie.
ATTIMI DI TENSIONE Nella zona di Bagni di Tivoli ci sono stati attimi di tensione quando si è sparsa la notizia della tragica morte del giovane, che a quanto accertato trovava ospitalità in uno dei vicini campi nomadi. Molti rom hanno cercato di avvicinarsi minacciosamente al treno. La polizia ha ristabilito la calma prima di dare inizio alle indagini. Sul posto anche carabinieri e vigili del fuoco.
LINEA BLOCCATA Fatta eccezione per pochi convogli locali, il traffico ferroviario è stato bloccato sulla linea Roma-Pescara per consentire gli accertamenti voluti dalla Procura laziale. Rilievi che sono proseguiti fino al tardo pomeriggio quando il magistrato ha disposto la rimozione del corpo del giovane.
LE RIPERCUSSIONI Hanno riguardato una ventina di convogli, tutti affollati da impiegati e studenti pendolari. Più treni sono stati soppressi. Per limitare i disagi Trenitalia ha predisposto un servizio di autobus navetta da Bagni di Tivoli a Tivoli, nel tratto ferroviario dove si è verificato l'incidente mortale. Solamente intorno alle 17 è ripresa la circolazione dei treni. Su tutta la linea ferroviaria ci sono stati ritardi di sessanta, cento o centoventi minuti. Un esempio: il Roma-Avezzano delle 16,44 si è mosso dalla stazione Tiburtina alle 17,35 ed è arrivato a destinazione alle 20,46 con un ritardo di un'ora e mezza. I disagi sono proseguiti fino alle 21. Molti viaggiatori sono stati informati di quanto accaduto nelle stazioni di partenza e hanno scelto di arrivare a destinazione con altri mezzi.
GLI STUDENTI Problemi ci sono stati anche per gli studenti pendolari, in particolare nella Marsica e in Valle Peligna. Per consentire il ritorno a casa dei ragazzi del Carseolano, in attesa alla stazione di Avezzano, le Ferrovie hanno messo a disposizione un convoglio arrivato da Capistrello. Un provvedimento eccezionale che ha consentito agli studenti di raggiungere le destinazioni con un ritardo di circa trenta minuti. Niente di grave in una giornata di caos come quella di ieri.
«A casa dopo cinque ore» La rabbia dei pendolari
AVEZZANO. Ci sono volute anche cinque ore e mezza per tornare a casa. Un lunedì d'inferno per molti pendolari abruzzesi. In alcuni casi i viaggiatori sono saliti sui convogli per poi essere «traghettati» con gli autobus messi a disposizione da Trenitalia. In altri, invece, sono rimasti per ore sul treno senza avere informazioni. casa. Alcuni pendolari, che ogni giorno raggiungono la capitale per motivi di lavoro o di studio, hanno spiegato che «quello di ieri è stato solo uno dei tanti giorni in cui i treni accumulano minuti e minuti di ritardo. Non si può uscire di casa la mattina per recarsi in ufficio senza sapere a che ora tornare a casa la sera». Una volta a conoscenza dei ritardi, diversi lavoratori e studenti si è orientata verso altre soluzioni. «Insieme ad alcuni colleghi siamo andati a prendere l'autobus di linea», ha precisato un gruppo di persone, «con il quale siamo arrivati a Magliano dei Marsi e poi da lì abbiamo dovuto raggiungere casa con l'automobile. Al di là della tragedia di ieri, questa linea ferroviaria è ormai un inferno». I problemi legati alla linea ferroviaria Roma-Pescara aumentano di giorno in giorno a danno dei pendolari che pagano mensilmente l'abbonamento. «Senza alcun tipo di sconto», precisano con rabbia. Alcuni studenti, usciti di casa ieri mattina per recarsi all'università, sono partiti da Roma con un'ora di ritardo e durante il tragitto hanno dovuto sopportare altri disservizi. «Il treno è partito un'ora dopo il previsto», hanno precisato, «durante il tragitto ha viaggiato a passo d'uomo, fermandosi più volte tra una stazione e l'altra. Abbiamo impiegato cinque ore e mezza per arrivare a casa».