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Pescara, 16/04/2026
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Data: 14/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
La maggioranza al comune di Pescara va sotto sull'elettrodotto di Terna «Va abrogata la delibera di giunta, la parola torni al consiglio»

"Revoca delle delibere di giunta e riproposizione degli atti dell'elettrodotto in consiglio comunale per una discussione nel merito". Il colpo di scena è arrivato con un ordine del giorno, in coda al consiglio comunale dedicato al passaggio del cavidotto ad alta tensione di Terna. Proposto dal Pd e appoggiato dalle altre forze di centrosinistra (IdV e Rifondazione), l'ordine del giorno ha raccolto strada facendo l'adesione e il sostegno di Adele Caroli (Fli) e della Lista Teodoro (Pignoli). L'Udc lo ha condiviso nella sostanza, anche se Dogali ha optato per l'astensione (assenti Di Noi e Di Biase). Il documento è passato con 17 voti favorevoli, 13 contrari e un astenuto. Per il sindaco Luigi Albore Mascia uno scivolone, benché su un ordine del giorno di valore simbolico, che mette in evidenza ancora la fragilità della maggioranza.
Quali siano gli effetti è tutto da verificare. Di sicuro, quello di ieri doveva essere il consiglio comunale delle risposte ma ancora una volta il dibattito ha generato solo domande, da parte dell'opposizione, per fare luce sulle modalità e sulle ragioni del passaggio dell'elettrodotto di Terna sul nostro territorio. Arrivando dalla montenegrina Tivat, il cavo approda in riva all'Adriatico all'altezza di Fosso Vallelunga e sarà interrato a due metri di profondità fino a Cepagatti, costeggiando la tangenziale, dopo aver attraversato i comuni di San Giovanni Teatino e di Spoltore. A realizzarlo è Terna, una delle più importanti aziende italiane di energia; un'opera, come ha ribadito ieri il capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri, che porterà in dote quasi venti milioni. La firma dell'intesa è avvenuta a Roma lo scorso 26 novembre. «Parliamo di 17,8 milioni più Iva che Terna ci verserà a titolo di compensazione e che sarà il consiglio comunale a decidere dove e come investire, per lo più a Porta Nuova, quartiere interessato dal passaggio del cavidotto. Oltre a ciò - ha aggiunto Sospiri - Terna provvederà ad interrare i cavi dell'altro elettrodotto fra il cementificio e San Donato per quasi due chilometri». Insomma, il ristoro del «disturbo» come lo ha chiamato Sospiri, sembrerebbe congruo e Terna si aspetta ora da Pescara il pieno rispetto degli accordi presi. Nè sulla procedura ci sono state "strane accelerazioni" come ha sostenuto Del Vecchio: «L'iter è cominciato il 9 febbraio, il 24 maggio c'è stato un primo consiglio comunale sull'argomento, la firma finale c'è stata il 26 novembre» ha replicato Sospiri. Di avviso diverso l'opposizione. Ieri in aula Pd, IdV, Prc, Lista Teodoro, Fli e Udc hanno spiegato in premessa - per voce del capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio - di «non essere pregiudizialmente contrari a questa infrastruttura, solo vogliamo capire perché l'elettrodotto debba passare su Pescara, e capire come mai questo progetto sia stato discusso e approvato in giunta, dribblando il consiglio comunale». Enzo Del Vecchio è entrato nel merito: «Come mai la parola convenzione è stata sostituita con la parola accordo? Forse perché di convenzioni si occupa per competenza il consiglio comunale mentre per gli accordi procede la giunta?». Intervenuto come ospite esterno, Lorenzo Valloreia ha disegnato altri scenari: «Qui verrà realizzato un rigassificatore e il cavo servirà a portare energia da vendere alla Russia, passando dal Montenegro».
Lo scontro in aula ha registrato alta tensione quando Di Pietrantonio ha rimproverato al sindaco Albore Mascia di non aver preso posizione sull'argomento, lasciando gestire la trattativa al capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri: «Forse era un suo delegato?». Indignata la reazione di quest'ultimo: «Non fare insinuazioni o ti becchi una querela». Piernicola Teodoro, presidente della circoscrizione Porta Nuova, è andato oltre: dopo aver contestato l'elettrodotto sotto più aspetti, procedurali e di contenuto, ha annunciato di voler «chiedere la trasmissione del verbale di consiglio alla procura».

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