SAVONA. Solo il 40 per cento di adesioni secondo l'azienda ben l'80 a detta della Faisa. Al di là della guerra di cifre, lo sciopero di 24 ore dei lavoratori di Tpl, ieri, ha visto una netta rottura del fronte sindacale. Dal un lato Cgil, Cisl, Uil e Cub dall'altro Faisa, contrapposti in uno dei momenti più critici della vertenza aperta lo scorso ottobre. E così la protesta dei lavoratori di Tpl (contro i tagli del Governo al trasporto pubblico locale e il piano aziendale che prevede interventi sulla contrattazione di secondo livello e la riduzione dei riposi) sembra passare in secondo piano. Lo sciopero, che ha creato problemi al traffico cittadino in un lunedì di mercato ma anche giornata della tradizionale fiera di Santa Lucia, era stato rinviato dalla Commissione di Garanzia. Secondo Faisa era legittimo. Diversa l'interpretazione delle altre sigle che lo hanno posticipato al 10 gennaio. «Siamo il sindacato con più iscritti in Tpl - dice Andrea Gatto, segretario nazionale di FaisaCisal - e l'alta adesione allo sciopero dimostra la partecipazione anche di lavoratori iscritti ad altre organizzazioni. Questa astensione dal lavoro è legittima come la nostra volontà di incontrare il sindaco di Savona, uno dei maggiori azionisti di Tpl, invisibile nella gestione di questa vertenza». Ma gli scioperanti, riuniti in piazza Sisto, non sono riusciti ad incontrare il sindaco, ieri assente. Ora Faisa rischia di trovarsi isolata nelle prossime trattative aziendali. «Faisa deve finire di voler apparire davanti ai lavoratori una cosa e poi essere un'altra cosa ai tavoli - dice il segretario provinciale di FitCisl Roberto Speranza - per l'ennesima volta si comporta in maniera scorretta, non tanto verso le altre organizzazioni sindacali ma nei confronti dei lavoratori, specialmente di Tpl. Perché a La Spezia e Genova la decisione della Commissione di garanzia è stata rispettata e a Savona no? A Savona serve forse un clima di tensione per coprire quanto sta concedendo da altre parti? A Genova ha fatto un accordo, perché non vogliono creare i presupposti per concluderne uno anche qui?». Meno dura la posizione di Claudio Schivo, segretario di FiltCgil. «Solidarietà e rispetto di chi ha scioperato dice e rammarico per la rottura del fronte sindacale noi abbiamo rispettato la delibera della Commissione di garanzia ma in questi mesi l'azienda ha comunque contribuito ad avvelenare il clima e molti hanno manifestato scioperando la contrarietà a questo modo di operare. Inoltre in questa vertenza è mancato un ruolo attivo di tutti gli enti proprietari di Tpl». «Questo sciopero - dice l'assessore provinciale ai trasporti Paolo Marson non era per il sostegno del settore e dei lavoratori, ma contro la città, contro i cittadini di Savona e contro la sua efficiente azienda di trasporto. La Faisa sembra agire per motivi diversi dalla tutela dei lavoratori e del settore. La maggior parte dei dipendenti della società ha manifestato ragionevolezza, con Cigl, Cisl e Uil, non prendendo parte a questo gesto sconsiderato e incivile, confermando che il nucleo dei dipendenti dell'azienda è sano e serio. A questi soggetti, e solo a questi, riconosceremo da domani il ruolo di interlocutori nel prosieguo della vicenda. I partecipanti alla manifestazione sono, per noi, definitivamente fuori gioco».