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Pescara, 16/04/2026
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Data: 15/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Tensione dopo il voto a Montecitorio. Nasuti e Toto: con il Pdl non c'è dialogo. I finiani lasciano l'aula: esclusi dai lavori

L'AQUILA. Sembrava una seduta camomilla quella di ieri del Consiglio regionale. Ma nel pomeriggio il voto a Montecitorio ha creato qualche tensione, nonostante l'annuncio della fiducia fosse stato accolto con un certo aplomb da parte del centrodestra (solo Mauro Febbo ha tentato un applauso). E alla fine i tre consiglieri finiani hanno abbandonato i lavori facendo mancare il numero legale. «Abbiamo abbandonato l'aula perché ad oggi non è stata data alcuna risposta alla richiesta di un tavolo politico per discutere sull'attività amministrativa che abbiamo fatto al Pdl nelle passate settimane», ha spiegato il consigliere di Fli Emilio Nasuti, presidente della commissione Bilancio. «Ci auguriamo che i vertici del Pdl ci convochino per capire come la maggioranza deve andare avanti nel programma amministrativo».
Tensione anche per le ultime decisioni della giunta. I consiglieri di Futuro e Libertà hanno saputo solo dai giornali la decisione dell'esecutivo di ritoccare di due centesimi al litro il prezzo della benzina per coprire la rata del mutuo di 200 milioni chiesti allo stato per il buco della sanità.
Nel pomeriggio è stato il coordinatore regionale del Fli Daniele Toto a spiegare la posizione del gruppo: «Il Pdl è sprezzante verso ruolo Fli in maggioranza», ha detto Toto, «il Gruppo di Fli in consiglio regionale, preso atto che i maggiorenti del Pdl ritengono di non doverlo consultare o coinvolgere nelle decisioni circa l'attuazione del programma, i provvedimenti da esaminare in aula, i processi di approfondimento, definizione e scelte relative alle questioni più urgenti e rilevanti nel panorama regionale, hanno deciso di abbandonare i lavori consiliari per stimolare un'opportuna riflessione, in seno alla maggioranza, sul ruolo di Fli. In altri termini», ha proseguito Toto, «se si ritiene che Fli sia superfluo nell'assetto di maggioranza o che sia ininfluente ogni suo eventuale contributo in relazione alle decisioni attuative del programma elettorale o necessarie per affrontare drammatiche situazioni, quale quella del bilancio che, come ultimo problema in ordine di tempo, pone la ricerca della copertura di 85 milioni di euro, oltre alla questione della voragine dei 360 milioni da finanziare per i debiti sanitari pregressi, se ne trarranno, serenamente, le conseguenze». «Fli - lo ribadiamo - non è interessata alla gestione del potere per l'autocompiacimento ma a sviluppare una politica coerente con le esigenze della comunità abruzzese, delle famiglie, delle imprese, alle prese con uno dei momenti critici più gravi, almeno da 40 anni a questa parte». Insomma è tornata la stagione del rimpasto

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