PESCARA Il rincaro della benzina provocherà una reazione a catena sugli altri consumi degli abruzzesi. I due centesimi in più su ogni litro di carburante faranno lievitare non solo i costi dei trasporti, ma anche quelli delle merci. «Un meccanismo perverso facilmente prevedibile - commenta Bruno Santori, presidente della Confesercenti di Pescara - che va a sommarsi alle criticità già in atto dei pedaggi autostradali e a quelle possibili del ticket sull'asse attrezzato. Alla fine paga sempre chi è costretto a usare l'automezzo per lavoro». L'assessore regionale al Bilancio Carlo Masci ha ribadito che «meglio di così non era possibile fare, nonostante la coperta cortissima siamo riusciti a non aumentare le tasse, decidendo solo un ritocco sui consumi». I consumi, appunto, che come aggiunge Santori «non riguardano solo i carburanti, ma anche tutti i prodotti e i servizi legati ai trasporti». Dall'aumento della benzina, la Regione conta di ricavare 8 milioni di euro sui 13 complessivi del rateo annuale per coprire il debito sanitario. Per arrivare a tale cifra, la Giunta ha stimato che gli abruzzesi consumeranno in totale 400 milioni di litri di carburante in un anno. Ma in realtà, da una prima indagine delle associazioni consumatori, è emerso che il consumo sarà nettamente superiore, nell'ordine dei 6-700 milioni di litri, per cui la stima della Giunta è stata fatta al ribasso e al termine del 2011 dovrebbero entrare nelle casse della Regione oltre 10 milioni di euro provenienti dal rincaro dei carburanti. Tra le reazioni alla decisione della Giunta Chiodi, la più dura è quella di Confartigianato che si dice «pronta alla mobilitazione: se si scoraggia l'impresa, allora è meglio investire fuori dall'Italia», tuona il presidente regionale Angelo Taffo. «Non devono essere i cittadini e le imprese - aggiunge - a pagare gli errori vecchi e nuovi della politica, come non si possono utilizzare i fondi Fas, già usati per gli ammortizzatori sociali, che invece servono allo sviluppo. Come si fa a non capire che in questo modo, oltre a pesare sulle tasche dei cittadini, si va a penalizzare ulteriormente le imprese già gravate dalla pressione fiscale. Una recente inchiesta del nostro centro studi rileva, infatti, che l'Abruzzo, fra tutte le regioni, ha la maglia nera per la più alta tassazione sulle imprese». E allora via alla mobilitazione che, secondo Confartigianato, passa per un incontro a Roma col ministro Giulio Tremonti. L'Adoc, attraverso il presidente regionale Luca Piersante, aggiunge una chiave di lettura all'aumento di due centesimi per ogni litro di benzina: «Una scelta simile è totalmente assurda - è l'attacco sferrato alla Giunta Chiodi - perché l'accisa sui carburanti fa maturare anche l'Iva. Chiediamo che Chiodi ci ripensi e che pensi piuttosto a tagliare i costi esorbitanti della politica».