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Pescara, 16/04/2026
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Data: 15/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
E Berlusconi vince grazie a due pescaresi: Catone e Razzi

PESCARA - Grazie tante. Berlusconi fa l'inchino all'Abruzzo, se resta in sella è anche merito suo. Anzi, soprattutto. E' da qui che sono arrivati due voti determinanti per il flop della mozione di sfiducia, da questa regione-passerella artefice di successi elettorali costruiti sui disastri, di spot mediatici confezionati sulla pelle dei terremotati, proprio da qui che sono miracolosamente usciti due voti decisivi per la sopravvivenza del governo Berlusconi. Regalati da due voltagabbana della politica, Antonio Razzi ex Idv e Giampiero Catone futurista della sezione faccio di testa mia. Pescaresi, tutti e due. Catone per la verità l'aveva detto subito, io la sfiducia non la voto: un modo come un altro per servire ancora tiepida la sua vendetta a Fini che l'aveva rimosso dalla carica di coordinatore regionale del partito in Abruzzo senza neppure avvertirlo, e soltanto per far posto a Daniele Toto. Uno che al presidente della Camera gliel'aveva giurata e che gli ha procurato più guai che altro: in Abruzzo ha messo in fuga Castiglione, a Roma ha votato per il premier.
L'altro, Razzi, è finito su tutti i giornali per via di un mutuo pagato in cambio del voto di fiducia: cattiverie in libertà sicuramente. Ma il pressing sui parlamentari abruzzesi è stato fortissimo. Chiacchiere quelle che raccontavano di un sottosegretariato offerto alla democrat Vittoria D'Incecco, che si è però affrettata subito a smentire e smentite anche dai fatti: ieri il suo voto è stato coerente con quello del Pd. Un incontro faccia a faccia con Berlusconi che offre il tappeto rosso per evitare che il giovane Daniele Toto passi armi e bagagli con Fli non è servito ad evitare il voto di sfiducia del nipote del patron di Airone. Che di pressioni ne ha subite anche alla vigilia del voto, pare fino a mezzanotte di lunedì, con un emissario del premier piombato a casa sua dopo la cena con gli esponenti pidiellini. «Abusando di Oscar Wilde, dico che posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni. Invece le possibilità e la minaccia mi annoiano», diceva un neppure troppo ermetico Toto lunedì.
Invece Razzi pare sia stato avvicinato per conto del Pdl da un redivivo Sabatino Aracu, da qualche tempo scomparso dalla scena politica abruzzese forse in seguito all'inchiesta che lo ha travolto. L'attico incriminato acquistato da Razzi a Pescara è guardaunpo' nello stesso condominio di Aracu, nella centralissima via Carducci a Pescara. Vicini di casa ma nulla più, il mutuo della casa col voto di Razzi non c'entra niente. «Io di mutuo conosco solo il mio - ha risposto Aracu a chi ha insinuato un suo ruolo nella mediazione politica che ha portato al voto di fiducia - che peraltro è superiore ai 150 mila euro che paga lui. Quelle illazioni sono solo siocchezze».

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