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Pescara, 16/04/2026
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16/12/2010
Il Messaggero
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Fini, Casini e Rutelli varano il Polo della Nazione: 100 parlamentari. Con loro Mpa e Ld. Berlusconi: polo inesistente, non ha possibilità di futuro
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Dopo un incontro preliminare, questa mattina, tra Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini è iniziato poco dopo le 17 all'Hotel Minerva il vertice del terzo polo, presenti Fini, Casini, Rutelli, esponenti dei Libdem e dell'Mpa. Poco più di una dozzina i partecipanti, compresi Italo Bocchino, Adolfo Urso, Rocco Buttiglione, Lorenzo Cesa, Savino Pezzotta, Italo Tanoni e Gabriele Pistorio, ai quali si è aggiunto Paolo Guzzanti.
Polo della nazione. Uno dei punti in discussione è il nome della nuova aggregazione. La nuova area che fa capo a Fli, Udc, Mpa, Api e Ld potrebbe chiamarsi Polo della nazione, mentre qualcuno parla anche di Polo per l'Italia o Allenza per la Nazione, ma in pole resta la prima denominazione.
Forza di opposizione responsabile. «I rappresentanti di Udc, Fli, Api, Mpa, Libdem, repubblicani e liberali hanno costituito il Polo della Nazione dando vita ad un coordinamento unitario - si legge nella nota comune diffusa dopo il vertice - Il PdN sarà una forza di opposizione seria e responsabile pronta a confrontarsi su eventuali provvedimenti che vadano incontro agli interessi generali degli italiani, a partire da quelli economico-sociali e dalle grandi riforme che servono al paese. Per noi deve finire il tempo delle risse e oggi è necessario operare per il bene dell'Italia e per un'autentica coesione nazionale». Nel corso della riunione si è ragionato sulla possibilità che questo coordinamento unitario si trasformi nel tempo in una federazione.
«I partiti del Terzo polo formano un coordinamento che sarà costituito da oltre 100 parlamentari - annuncia Pier Ferdinando Casini - C'è bisogno adesso di lavorare per l'Italia senza polemiche, c'è il momento degli scontri, dopo la giornata di ieri e c'è un governo, e c'è un'opposizione responsabile, coordinata, forte, di più di 100 parlamentari che decidono oggi di confrontarsi con il Governo, che decide di operare per il bene del Paese».
A gennaio i cento parlamentari del nuovo coordinamento si riuniranno in assemblea per individuare le strategie organizzative della loro azione (si pensa ad una federazione) e per presentare al Parlamento e al paese le priorità programmatiche su cui aprire il confronto con il governo e con le altre forze di opposizione responsabile. E tanto per dare il senso di un progetto ben avviato e di prospettiva la nuova formazione avrebbe addirittura pensato a come presentare le liste in caso di voto anticipato oltre che per le amministrative. Si penserebbe infatti ad un'unica lista per il Senato e a due liste per la Camera: una costituita dall'area cattolica (Udc e Api) e un'altra laica formata da Fli, Mpa e gli altri partiti.
«Altro che morto!», dice Rutelli replicando a Berlusconi che dava per chiusa ancor prima di nascere l'esperienza del terzo polo. «Oggi - scandisce - nasce un nuovo polo e sembra robusto. È Berlusconi che ha più problemi di prima».
«Nasce un nuovo polo e sembra robusto», commenta Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc. A chi gli chiede di commentare l'intenzione del premier di attrarre parlamentari delusi centristi e finiani dopo il voto di fiducia per allargare la maggioranza Buttiglione risponde citando una battuta di Benjamin Franklin: «O stiamo tutti insieme o ci impiccano uno per uno».
«Nel voto di ieri l'Mpa ha fatto solo quello che doveva fare: votare la mozione di sfiducia per creare un nuovo governo forte e in grado di affrontare questo periodo difficile. La mozione non è passata e ora si vuole stabilizzare questa alleanza con Udc, Fli e Api in modo di costruite non un terzo polo, ma un polo terzo e cioè un'alternativa valida - spiega il presidente della Regione e leader del Mpa, Raffaele Lombardo - I numeri parlano chiaro: non è stato incauto presentare la mozione di sfiducia. Avevamo motivazioni forti, in primo luogo per avere una maggiore attenzione al Sud. La Lega ormai si è scatenata sulle politiche contro il Sud».
Per Silvio Berlusconi il neonato Polo della nazione è «inesistente», un progetto che «non ha possibilità di futuro» e che soprattutto non esiste nell'elettorato. Riflessioni che il presidente del Consiglio ha fatto nel corso del vertice di questa sera a Palazzo Grazioli. A proposito dell'alleanza tra Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini, il Cavaliere ha sostenuto che andrà a danno del presidente della Camera, che sarà destinato a essere un co-protagonista e e lentamente a sparire.
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