L'AQUILA. Prende forma il Patto per l'Abruzzo e prende sostanza la Vertenza Abruzzo. Il consiglio straordinario celebrato ieri sul tema della crisi economica ha prodotto un ordine del giorno condiviso da maggioranza e opposizione e discorsi che per la prima volta in questa legislatura hanno cercato di guardare dentro le ragioni della crisi senza attardarsi nella ricerca delle responsabilità. Di questo sforzo va dato atto al centrosinistra e a Gianni Chiodi.
Vedere il governatore, penna in mano, concordare con il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro il testo dell'ordine del giorno è stata una novità. Peccato che la platea delle forze sociali, promotrici anche loro della Vertenza Abruzzo, fosse tanto esigua. In aula c'era solo il direttore della Cna Graziano Di Costanzo, sostituito nel pomeriggio dal direttore di Confindustria Abruzzo Giuseppe D'Amico. Fuori dall'aula stazionava il piccolo presidio dei sindacati con i segretari regionali Maurizio Spina (Cisl), Gianni Di Cesare, Roberto Campo (Uil).
L'ordine del giorno approvato (vedi scheda di lato) dovrebbe essere propedeutico al patto, i cui principi sono stati illustrati da Chiodi in un discorso pacato ma preoccupato, al termine del quale il governatore ha lanciato le tre parole chiave: «Risanare, Riformare, Sviluppare», declinate dentro un modello di sviluppo «che va totalmente ripensato». A partire dalla macchina burocratico-amministrativa, la cui inadeguatezza, ha sottolineato Chiodi, «porta l'Abruzzo ad avere due o tre marce in meno rispetto alle altre regioni». Gli ingranaggi su cui deve innestarsi questo nuovo modello sono, per Chiodi, i concetti di trasparenza, merito, innovazione, fine del partito trasversale della spesa, fine dei privilegi, concentrazione delle risorse.
Per raggiungere questi obiettivi Chiodi chiede la collaborazione dell'opposizione, per una «compartecipazione delle responsabilità. Una sollecitazione», ha rimarcato, «alla quale sarei pronto a dare riconoscimento pubblico, per dire che l'Abruzzo è stato cambiato da una comunità politica che si è stretta insieme nel momento del cambiamento». Protagonista del cambiamento deve essere dunque la «comunità-regione», che Chiodi individua nelle autonomie locali, nei sindacati, nelle associazioni delle imprese, nelle università, nel sistema delle camere di commercio. Perché solo una comunità-regione può prendere le «decisioni coraggiose e di rottura» di cui l'Abruzzo ha bisogno. Chiodi si è rivolto anche alla sua maggioranza, resa inquieta da un rimpasto di giunta annunciato da tempo, dalle convulsioni della politica nazionale, ma anche da alcune scelte di giunta: «Non è più tempo dei compromessi, delle mezze misure, degli equilibrismi, è tempo delle scelte che appaiono coraggiose o incaute: non farle determinerebbe conseguenze peggiori».
Prima dell'intervento di Chiodi l'assessore alla Sviluppo Alfredo Castiglione aveva lanciato un appello ad abbandonare la «politica del torcicollo» esortando le forze politiche al «coraggio della volontà». L'assessore Paolo Gatti aveva rimarcato la necessità di convolgere nella ricerca delle soluzioni alla crisi tutta la classe dirigente abruzzese perché «la politica non basta più».
Serrato il dibattito. Per Camillo D'Alessandro, capogruppo del Pd «occorre trovare una unitarietà nella programmazione: stabiliamo due o tre questioni su cui siamo d'accordo e deleghiamo Chiodi a seguirle». In vista di questo obiettivo, ha aggiunto D'Alessandro «noi rinunciano al nostro diritto di critica sulle cose non fatte, la maggioranza rinunci a sottolineature inutili».
Carlo Costantini (Idv) ha rimarcato la necessità di modernizzare la macchina amministrativa. E riguardo ai tavoli, «vanno bene ma a patto che quello che scriviamo poi si faccia».
Antonio Saia (Comunisti italiani) e Maurizio Acerbo (Rifondazione) hanno sostenuto la necessità di introdurre una tassa patrimoniale per sanare il debito. Il capogruppo del Fli Berardo Rabbuffo ha proposto un consiglio straordinario da svolgere alla presenza del sottosegretario Gianni Letta. Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl, ha concordato sulla necessità di un documento unitario, ricordando la trasversalità delle responsabilità che hanno portato all'attuale situazione debitoria della Regione.
Oggi parleranno le parti sociali che torneranno a incontrarsi a Pescara nella sede di Confindustria.