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Pescara, 16/04/2026
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16/12/2010
Il Messaggero
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Patto per l'Abruzzo, Chiodi apre alle opposizioni «Serve l'aiuto di tutti». D'Alessandro, Pd: «Missione compiuta». Costantini, Idv: «Solite chiacchiere»
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L'AQUILA - Un patto per l'Abruzzo per il rilancio dell'economia che coinvolga tutti, parti sociali sindacati e opposizione. La proposta di Gianni Chiodi arriva subito, all'apertura dei lavori del consiglio regionale straordinario all'Aquila. Non è più tempo di barricate nè di spartiacque, colpa mia no è tua, il momento è difficile e la regione rischia di sprofondare. «Un reale rilancio non può prescindere da un patto di compartecipazione generale che guardi soprattutto a tutta la classe politica regionale a cominciare da quella dell'opposizione - apre a sinistra il governatore - che deve partecipare all'assunzione di decisioni importanti per il futuro di questa regione». Il patto dovrà contare su tre punti essenziali: risanamento, riforma della macchina amministrativa, sviluppo. La proposta viene raccolta, alla fine il consiglio si scioglie con la firma di un documento unitario in cui viene chiesto a Chiodi di chiedere un incontro col governo Berlusconi, il Pd applaude soddisfatto: «Missione compiuta - afferma il capogruppo Camillo D'Alessandro - L'obiettivo della richiesta del Consiglio era quello di scrivere un canovaccio di impegni sulla crisi che Chiodi e il Consiglio hanno assunto. Ci siamo riusciti. Lavoriamo per l'Abruzzo». Ma l'apertura riguarda anche Fli, nonostante le parole dure usate dal coordinatore Pdl dopo il voto di fiducia a Berlusconi: fissato un incontro con i finiani per venerdì mattina. Lavoriamo, maggioranza e opposizione. Ma non basta. L'affondo di Chiodi è diretto alla classe dirigente abruzzese. Lo dice dopo aver aperto le braccia all'opposizione e senza troppi giri di parole: «Mi sarei aspettato un consiglio più partecipato e sentito - ha detto - soprattutto da parte delle forze esterne a questo consesso. Mi sarebbe piaciuta una presenza più forte della classe dirigente abruzzese proprio per rafforzare quella stagione del confronto necessaria per il rilancio del territorio». Confindustria, imprese, la crisi viene lamentata soprattutto da loro. Ma occorre anche lasciarsi alle spalle la politica dei privilegi, ha detto senza troppa autocritica il presidente, e «abbandonare una volta per tutte la politica del compromesso e delle mezze misure per dare spazio invece ad una stagione fatta di scelte politicamente coraggiose in grado di recuperare il gap finora accumulato». Sui consorzi industriali Chiodi ha denunciato «l'indebitamento ormai non più sostenibile». E' tempo di riforme, quindi. «Ma per fare ciò è necessario l'apporto di tutti, cioè l'apporto di una comunità regionale in grado di assumere insieme scelte coraggiose». E poco prima del consiglio regionale, il presidente Nazario Pagano ha ricevuto una delegazione di Cgil, Cisl e Uil in cui il segretario della Uil Roberto Campo ha invitato la Regione «a dare seguito alla richiesta di incontro con il governo già avanzata dal presidente Chiodi, presentandosi all'appuntamento forti di un'unità di intenti in favore dell'Abruzzo espressa da tutte le componenti della Regione». Secondo la Uil è però necessario anche utilizzare al meglio le risorse che verranno sbloccate: il ripristino dei Fas mediante la vendita celere e trasparente degli immobili regionali: la costruzione di un pacchetto di misure a favore dell'occupazione; l'avvio di un confronto strategico sui conti pubblici regionali e il federalismo.
Solo chiacchiere quelle di Chiodi, per Carlo Costantini capogruppo dell'Idv: «Da anni si discutono e si approvano programmi e tavoli e da anni diventano, poco dopo, carta straccia. Ormai ci confrontiamo con una diffusa inadeguatezza culturale, prima ancora che politica, dei ceti dirigenti». Per questo i dipietristi hanno chiesto che al reperimento di nuove risorse venga preferita «la riforma radicale della macchina amministrativa regionale». Ma secondo Costantini è anche necessario che i programmi vincolino una volta per tutte l'azione amministrativa e legislativa, «per consentire ai cittadini di sapere chi fa cosa e per mandare a casa chi non si è comportato bene». In ogni caso nel documento siglato ieri all'Aquila si impegna Chiodi anche a insistere per l'attuazione della zona franca urbana all'Aquila e della zona a burocrazia zero a Pescara, e a chiedere al governo che il ricavo della vendita degli immobili venga destinato «alla reintegrazione dei fondi Fas destinata alla copertura del debito sanitario».
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