Iscriviti OnLine
 

Pescara, 16/04/2026
Visitatore n. 753.174



Data: 16/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Una famiglia su tre si sente povera: «Una vita dignitosa? Con 2.900 al mese» E il 39,4% nel 2010 ha subìto un peggioramento della situazione economica

Nel Lazio più di una famiglia su tre si sente povera, considerando un reddito complessivo di almeno 2.647 euro al mese (che si innalza a 2.908 nella Capitale) come soglia media necessaria «per condurre una vita dignitosa». È quanto emerge dall'indagine realizzata da Eures e Upi Lazio, e allegata al Rapporto 2010 sulle Province del Lazio. Con una sorpresa: tra gli elettori della Capitale l'apprezzamento per l'operato del presidente Zingaretti (con il 42,2 per cento dei consensi) supera quello per il sindaco Alemanno (37,2 per cento). L'indagine è stata realizzata tra i 2.032 cittadini intervistati, in tutte le province della regione, tra settembre e ottobre 2010.
Secondo i risultati diffusi dall'Eures, oltre un terzo delle famiglie laziali (il 37 per cento) si colloca nell'area di rischio povertà, disponendo di un reddito «molto inferiore» al necessario. Il 55,2 per cento dichiara invece di disporre di un reddito «vicino o leggermente superiore» a quello minimo. Le cose non vanno meglio se si considera il futuro prossimo: le famiglie intervistate indicano anche per il 2010 un ulteriore arretramento della condizione economica. Soltanto l'8,1 per cento dei nuclei ha visto infatti migliorare la propria condizione, mentre il 39,4 per cento ha registrato un peggioramento e il 52,5 non ha subito modificazioni significative.
Inoltre i cittadini intervistati, sollecitati a immaginare le condizioni economiche del proprio nucleo familiare nel 2011, prevedono in un'ampia maggioranza dei casi (il 62,8 per cento) che la situazione rimarrà sostanzialmente inalterata. Tra coloro che prefigurano invece un cambiamento, prevalgono le previsioni di un peggioramento delle proprie condizioni (il 20,8 per cento) su quanti immaginano un'evoluzione positiva (16,4 per cento). Nel dettaglio, si riducono le famiglie appartenenti al cosiddetto ceto medio (dal 36,6 al 34,4 per cento) e aumentano sia quelle in forte difficoltà (dal 3,5 al 5,3 per cento chi può contare al massimo su 5 mila euro annui) sia di quelle con una situazione economica più favorevole (dal 20,7 al 24,3 per cento le dichiarazioni superiori a 33.500 euro).
L'Eures analizza anche la dinamica demografica del Lazio negli ultimi dieci anni: nel Lazio tra il 1999 e il 2009 la quota di residenti di oltre 64 anni è cresciuta di circa tre punti percentuali, passando dal 16,9 al 19,7 per cento. A crescere è anche la speranza di vita, che arriva nel 2008 a 83 anni per le donne e 79 per gli uomini. Aumentare, inoltre, anche l'incidenza degli anziani della "quarta età" (di 85 anni e più), che passano dall'1,7 al 2,3 per cento. Complessivamente, la popolazione del Lazio continua a crescere: 5.681.868 abitanti al 1° gennaio 2010, di cui 4.154.684 residenti nella provincia di Roma, 551.217 nella provincia di Latina, 497.849 in quella di Frosinone, 318.139 a Viterbo e 159.979 a Rieti. L'incremento demografico dell'ultimo decennio ha riguardato in misura maggiore i comuni della provincia (più 17,4 per cento) rispetto ai capoluoghi (più 5,9). In particolare, gli abitanti sono aumentati nell'hinterland romano (più 26,3 per cento), mentre nella Capitale il saldo positivo è stato del 5,8.
Sono oltre novemila, infine i nati nel 2008 da almeno un genitore straniero, rappresentando il 16,6 per cento del totale delle nascite (16,7 in Italia), di cui la quota più numerosa nella provincia di Roma. L'indice di natalità dei residenti stranieri nel Lazio (22,4) risulta così superiore al doppio di quello dei residenti italiani (9,2).

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it