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Data: 17/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Federalismo, c'è l'accordo tra governo e Regioni: più soldi per il trasporto pubblico locale

ROMA Un accordo politico che dovrebbe alleviare le difficoltà di un settore cruciale come il trasporto pubblico locale e allo stesso tempo sbloccare il percorso del decreto su fisco regionale e costi standard della sanità: cioè il nucleo del federalismo fiscale. Per Vasco Errani, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza Regioni, che ha inseguito con tenacia questo obiettivo, il documento firmato ieri con il governo è «l'inizio di un percorso»; in ogni caso dopo mesi di muro contro muro l'intesa è una piccola svolta. Le Regioni danno così il loro parere favorevole al decreto attuativo del federalismo, che ora può riprendere il suo cammino verso l'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri.
Il nodo del finanziamento del trasporto pubblico locale era particolarmente delicato perché le Regioni per compensare i tagli avrebbero dovuto praticare (e avevano già iniziato a farlo) incisivi aumenti di prezzo a carico degli utenti. Su questo fronte il governo si impegna a stanziare per il 2011 75 milioni oltre ai 425 già previsti con la legge di stabilità, mentre altri 400, sempre per il prossimo anno, arriveranno quando le Regioni avranno dato adempimento all'intesa del 2009 in tema di fondo sociale europeo (che prevedeva l'uso delle risorse Ue per gli ammortizzatori sociali). In pratica le Regioni si impegnano a garantire le risorse per la cassa integrazione, a contrastare il fenomeno dei falsi invalidi e a collaborare alla lotta all'evasione fiscale.
Tutte queste risorse, e ulteriori 200 milioni, saranno escluse dal calcolo delle spese rilevanti ai fini del Patto di stabilità interno, e dunque potranno effettivamente essere usate.
Dal 2012 i trasferimenti relativi al trasporto pubblico locale su ferro saranno "fiscalizzati", attraverso la compartecipazione delle Regioni all'accisa sui carburanti.
Altro punto decisivo quello relativo ai tagli inseriti nella manovra estiva, che colpivano le Regioni per 4,5 miliardi. Ora c'è l'impegno, seppur ancora solo politico, a rivedere questi tagli dal 2012, per gli enti che rispettano il Patto di stabilità.
Infine le Regioni hanno ottenuto di non applicare alla sanità l'obbligo di dimezzare la spesa per i lavoratori a tempo determinato o con contratti di collaborazione: un risultato importante visto che nelle Asl e negli ospedali lavorano oltre 40.000 precari.
Molto soddisfatto si è detto il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto; e commenti positivi sono arrivati anche dai presidenti interessati, oltre ad Errani. «Abbiamo ottenuto quello che avevamo richiesto da sempre» ha detto Renata Polverini. Il piemontese e leghista Cota ha voluto ringraziare l'impegno del ministro Calderoli. Mentre Roberto Formigoni ha sottolineato il ruolo della Lombardia nella definizione del compromesso: «L'accordo è stato raggiunto sulla base della proposta formulata 15 giorni fa nota anche come "lodo Colozzi" - ha spiegato - e questo ci ha permesso di raggiungere un'intesa sul federalismo fiscale». Romano Colozzi è l'assessore lombardo al Bilancio, nonché coordinatore dei suoi colleghi delle altre Regioni.

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