PESCARA. «Dalla politica è arrivato un segnale positivo, adesso la questione diventa sostanziale». Il segretario regionale Cgil Gianni Di Cesare è soddisfatto del fatto che il presidente Chiodi abbia raccolto la proposta del patto sociale per la ripresa, ma da dirigente sindacalista preme sui tempi affinché la vertenza Abruzzo arrivi prima possibile sul tavolo del governo.
«La Cgil è stata la prima a lanciare la vertenza Abruzzo», sottolinea, «adesso bisogna fare l'altro passo». Di Cesare spiega che la vertenza fa perno su due punti-cardine: il bilancio ordinario della Regione e il confronto col governo nazionale. «Occorre analizzare il bilancio 2011 della giunta e capire se apre una prospettiva per l'Abruzzo, tenendo conto anche dei debiti, o se resta sostanzialmente immobile», afferma. «Il secondo punto è la vertenza con il governo nazionale, e anche qui bisogna essere precisi su quante sono le risorse, quanti sono i fondi Fas e per il masterplan, poi ci sarebbe l'ulteriore grande capitolo delle infrastrutture».
«L'Abruzzo secondo me deve fare un ragionamento diverso», riflette il segretario Cgil, «bisogna capire se lo Stato può avere un atteggiamento di totale non rispondenza degli impegni presi. E noi, come Cgil, siamo convinti che non esista più l'Abruzzo del titolo quinto della riforma costituzionale, l'Abruzzo cioè non può più garantire, assolvere i servizi pubblici che lo Stato, tramite la Costituzione, gli ha affidato. In questo caso il problema diventa di nuovo politico».