L'assessore Romandini insiste che «il piano ha funzionato al meglio». Ancora scuole chiuse
Ieri mattina l'assessore provinciale Elicio Romandini si è affrettato a diffondere una nota con la quale si specificava che lungo le strade provinciali la scorsa notte sono stati «sparsi circa 1.500 quintali di sale». Una sorta di terapia comunicativa preventiva, considerando che molti cittadini i dieci centimetri di neve caduti nella notte tra mercoledì e giovedì se li ricorderanno come un piccolo incubo.
Nell'area intorno ad Atri, in Val Vibrata e in alcune aree interne, le prime crepe nel piano neve provinciale si erano aperte già mercoledì mattina, quando numerose auto erano rimaste bloccate lungo le strade a causa del ghiaccio. Sulle direttrici Pineto-Atri; Teramo-Atri e Silvi-Atri, ad esempio, i problemi erano stati molti: un autobus dell'Arpa si era girato su se stesso finendo la sua corsa a ridosso delle cunette; stessa storia su alcune strade interne con diversi automobilisti costretti a fermare le proprie auto e procedere a piedi ed altri messi di traverso sulla carreggiata. A creare disagio, in effetti, non era tanto la neve quanto le basse temperature e relative gelate notturne.
La cosa si è ripetuta ieri mattina: strade ghiacciate e traffico in tilt quando si è tentato di raggiungere dalla costa teramane le aree interne. Lo ha dovuto ammettere lo stesso assessore che in comunicato stampa ha segnalato le diverse telefonate arrivate al numero verde. «Disagi si sono registrati nel territorio di Atri - dice la nota - nelle zone di collegamento tra i comuni della Val Vibrata e la vallata del Tronto e in alcune zone montane, soprattutto nelle strade esposte a nord e con particolari pendenze».
Ciò che sottolineano molte persone è la poca tempestività registrata in questi giorni. Che la perturbazione e le basse temperature sarebbero arrivate sulla nostra provincia lo si sapeva da tempo, per cui i mezzi spargi sale avrebbero potuto entrare in azione anche prima della nevicata. Così come è apparso strano ad alcuni assessori comunali che chiedevano aiuto alla Provincia sentirsi rispondere che il sale era finito. «Il piano neve ha funzionato - ha continuato a ripetere Romandini - anche se, data la straordinaria estensione del fenomeno a circa 1.500 chilometri, lo sforzo che stiamo compiendo è notevole».
Si confida nel rialzo delle temperature e nella ragionevolezza degli automobilisti. Gran parte dei comuni teramani hanno chiuso le scuole fino al 18.