PESCASSEROLI. Pendolari dell'Arpa a piedi nell'area del Parco nazionale. L'altra notte i vandali hanno manomesso 5 pullman in partenza da Pescasseroli mettendo fuori uso l'impianto dell'acqua. Un mese fa avevano sgonfiato tutte le ruote dei bus.
Un altro giorno da dimenticare per i pendolari dell'area Parco che, per motivi di lavoro o di studio, devono raggiungere quotidianamente Alto Sangro e Marsica. Un numero consistente tenendo conto che i tre mezzi che collegano Pescasseroli a Castel di Sangro trasporta complessivamente 150 pendolari al giorno, gli altri due, diretti ad Avezzano un'ottantina. L'odissea dei passeggeri è iniziata prestissimo. Il primo mezzo pubblico è partito alle 5,15 ignaro dell'attacco vandalico subito. La corriera è riuscita a percorrere solo pochi chilometri poi è stata costretta a fermarsi. Solo grazie all'intervento dell'autista il guasto è stato riparato, ma ci sono voluti più di 40 minuti prima di riprendere il viaggio. Stesso destino per gli altri 4 mezzi che hanno accumulato più di un'ora e mezza di ritardo sulla tabella di marcia. «Per i vandali non è stato difficile agire» spiega Nino Palumbo della Cisl, «i mezzi vengono parcheggiati in un piazzale, messo a disposizione dal Comune, accessibile a tutti». Non è il primo atto vandalico che viene messo a segno ai danni dei mezzi dell'Arpa. Due mesi fa alcuni balordi se la presero con gli pneumatici delle corriere. Gli autisti arrivati sul posto trovarono tutte le gomme sgonfie. Anche in quella occasione prima di mettere i pullman in marcia passò più di un'ora.
«Non crediamo che si tratti di gesti sconsiderati messi in atto da studenti» sottolinea il sindacalista-autista «pensiamo che a colpire, in modo mirato, siano persone adulte. Entrare nel vano motore e riuscire a scollegare il sistema idraulico per costringere i pullman a fermarsi non è una impresa semplice. Bisogna avere delle cognizioni meccaniche specifiche. Per evitare disagi ai pendolari e danni maggiori ai mezzi» conclude il sindacalista «chiediamo al sindaco Nunzio Finamore di recintare l'area del parco-bus e di metterla in sicurezza anche attraverso l'installazione di videocamere di sorveglianza».