Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.133



Data: 17/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Cialente: l'ordinanza? Mi faccio arrestare. Giro di vite per gli sfollati, il sindaco contro Cicchetti: basta iniziative non concordate

La prima direttiva del nuovo vice scatena la bufera «Chiedetemi tutto ma non di applicarla»

L'AQUILA. Lo avevano accusato di non farsi né vedere né sentire. Ma è bastata un'ordinanza una, la sua prima ordinanza, a scatenare un putiferio proprio sotto Natale. Per il giro di vite sugli sfollati ideato dal vicecommissario Antonio Cicchetti il sindaco Cialente si dice pronto a farsi arrestare. «Chiedetemi tutto, tranne che applicare un'ordinanza del genere», urla il primo cittadino sempre più isolato. A dargli manforte l'assessore Stefania Pezzopane, che passa una mattinata a placare la gente.
«ARRESTATEMI». «Non intendo più applicare ordinanze non concordate. Mi arrestino pure, ma io devo tutelare i miei cittadini». Il sindaco spara a zero contro le direttive che fissano criteri più stringenti per chi abita negli alloggi temporanei del progetto Case e dei Map. Chi vive saltuariamente in questi alloggi si vedrà revocata l'assegnazione. Torna, già presente in un precedente provvedimento, il limite dei tre mesi continuativi di assenza che farà scattare il taglio. Cialente parla di «ordinanza non concordata che mi è piovuta addosso. Sotto accusa finisce tutto l'operato della Sge, la struttura di gestione dell'emergenza. «Ormai», ha detto il sindaco citando Dante e la sua invettiva contenuta nel sesto canto del Purgatorio, «la situazione è quella di una nave senza nocchiero». In gran tempesta.
PEZZOPANE. Mentre Cialente sbraita contro la Cicchetti-1, l'assessore comunale Stefania Pezzopane passa l'intera mattinata a rassicurare la gente che no, nessuno sarà cacciato. Poi, più tardi, affida a una lunga nota le sue riflessioni sull'argomento. «L'ordinanza», sostiene l'ex presidente della Provincia, «che riguarda la gestione degli alloggi Case, Map e Fondo immobiliare, nonché l'utilizzo delle altre forme assistenziali quali alberghi, contributo di autonoma sistemazione e affitti concordati, non risolve i problemi, aggrava i disagi e rischia di sbattere per strada alla vigilia di Natale intere famiglie. Se doveva essere questo il documento per far riavvicinare i nostri concittadini», prosegue l'assessore alle politiche sociali e abitative, «l'obiettivo è stato clamorosamente fallito».
LO SCERIFFO. «Non è con azioni da sceriffo», dice ancora la Pezzopane, «perché a questo assomigliano le disposizioni contenute nell'ultima direttiva pubblicata, che si incentiva la gente a tornare all'Aquila. Gli uffici delle Politiche sociali del Comune sono stati presi d'assalto da tantissime persone che si sono lamentate per gli effetti devastanti di questo provvedimento. Un numero elevatissimo di aquilani, al limite della disperazione, è venuto da me, tant'è vero che non mi è stato possibile partecipare all'inaugurazione del restauro della fontana delle 99 Cannelle. Si offre la possibilità di inserire negli alloggi del progetto Case o nelle altre abitazioni realizzate per i terremotati altri membri di famiglia, ma non si offrono appartamenti più grandi. In qualche modo questo provvedimento esisteva già, ma ora, con questa nuova sottolineatura, si rischia di trasformare le abitazioni in questione in veri e propri nidi d'ape».
DEPORTAZIONE. Secondo Pezzopane, con quest'ultima ordinanza «si costringono intere famiglie a lasciare gli alberghi in tempi strettissimi, se alcuni componenti delle famiglie stesse sono in autonoma sistemazione. Si obbligano le persone a uscire rapidamente dagli alberghi e a entrare nelle case prese con contratto di affitto concordato, qualora una parte delle famiglie di appartenenza aveva optato per questa soluzione. Ma solo a condizione che la grandezza dell immobile lo consenta. Per cui, o la grande ammucchiata in pochi metri quadrati, o sotto i ponti, perché trovare un alloggio a condizioni ragionevoli è impossibile. Senza considerare che, alla scadenza del contratto concordato, si perde per intero questo beneficio, se la famiglia riunita con un metodo assimilabile a quello della deportazione non trova un alloggio consono quanto a grandezza».
VIA DAGLI ALBERGHI. Un altro capitolo è quello degli alberghi fuori città. «Anche l'obbligo di accettare il trasferimento in un albergo all'Aquila da una struttura ricettiva situata in altre città finirà per sortire l'effetto contrario», argomenta l'assessore comunale, «non facendo parte di un percorso complessivo di riavvicinamento al capoluogo, come noi, al contrario, abbiamo proposto da tempo. Assomiglia piuttosto a un'azione di forza che a un'iniziativa condivisibile (tant'è vero che siamo stati noi i primi a sollecitare il passaggio negli alberghi aquilani), ma basata su criteri censurabili. Basta ricordare che sono molti gli aquilani che vorrebbero tornare e che lo chiedono da mesi ma, purtroppo, spesso sono persone anziane e sole, penalizzate dalla mancanza di stanze singole. Invece di agire con queste operazioni da blitz poliziesco, la Sge, il commissario e il vicecommissario si occupassero di sbloccare la realizzazione dei 64 Map a Paganica, ancora fermi per questioni interne alla struttura commissariale, e di far arrivare nelle disponibilità del Comune i 122 appartamenti del terzo lotto del fondo immobiliare. Li aspettiamo, invano, da giugno, e sarebbero vitali per risolvere molti problemi, visto che 50 di essi saranno destinati a famiglie con un gravissimo disagio sociale».
I SOLDI. Pezzopane dà un altro suggerimento alla struttura commissariale. «Pensasse a liquidare il dovuto al Comune per pagare i contributi previsti, come nel caso dell'autonoma sistemazione, il cui insufficiente trasferimento nelle casse del nostro ente dovrà nuovamente essere integrato da fondi comunali, per mantenere gli impegni presi coi nostri concittadini. Senza considerare la grave problematica, già segnalata, del prezzario per le case E, partorito malamente e anch'esso da cambiare, dal momento che le sue debolezze stanno rallentando pesantemente il processo di ricostruzione. Noi siamo per il ritorno all'Aquila dei nostri concittadini, con le dovute maniere», conclude l'assessore. «Chiediamo il ritiro immediato del provvedimento del vicecommissario Antonio Cicchetti, la convocazione di un tavolo con le municipalità del cratere e una nuova direttiva più rispondente alle esigenze della collettività e rispettosa delle necessità della gente. Ma soprattutto il passaggio di poteri, risorse e competenze ai Comuni».
AL GOLF. Cambia idea su Cicchetti anche Enrico Verini (Fli) che pure votò contro la sfiducia al gentiluomo del Papa e che ora s'affida alle battute: «Dove andranno a dormire gli aquilani? Li ospiterà lei nell'elegante resort del golf?».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it