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Data: 17/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Parentopoli. Stop alle chiamate dirette, solo concorsi. E Ama e Atac aprono agli azionisti privati

Il Comune pronto alla cessione del 40% delle due aziende

Obbligo di svolgere concorsi per tutte le aziende interamente di proprietà del Comune di Roma, con esclusione categorica delle assunzioni a chiamata diretta. Ma anche l'introduzione di codice etico, che obblighi gli amministratori capitolini (e quelli delle società) a escludere la partecipazione alle selezioni per il personale coniugi, parenti e affini. E una robusta dose di privatizzazioni: che comprende la cessione del 40 per cento del capitale di Ama e Atac, «con il pieno coinvolgimento del privato nella gestione», e la dismissione delle quote, attualmente di proprietà del Comune, nei pacchetti azionari della Centrale del latte e di Aeroporti di Roma.
Sono questi i punti fondamentali della delibera "anti-parentopoli" che sarà esaminata oggi dalla giunta capitolina. Un provvedimento molto vasto, che è però incentrato su due capitoli fondamentali: le nuove norme per l'assunzione di personale nelle aziende di proprietà di Palazzo Senatorio e la riorganizzazione della holding capitolina. La delibera, dopo l'ok della giunta, dovrebbe passare all'inizio del nuovo anno al vaglio dell'Assemblea capitolina, chiamata peraltro ad approvare entro il 31 gennaio il bilancio di previsione 2011.
La parte più corposa è quella che riguarda il nuovo regolamento per le assunzioni, che per diventare effettivo dovrà essere recepito dagli organi societari delle diverse aziende interessate. Le nuove norme comprendono l'istituzione di un elenco unico di tutti i dipendenti delle società interamente di proprietà del Comune, che sarà affidato al dipartimento capitolino del personale. Ogni anno gli amministratori delle aziende dovranno predisporre un piano dettagliato di assunzioni, che comprenda numero e mansioni dei nuovi dipendenti. Il piano dovrà essere approvato direttamente dal Campidoglio, che ne controllerà la coerenza con i piani operativi societari e valuterà le garanzie economiche-finanziarie per gli equilibri di gestione.
Il regolamento prevede l'obbligo di espletare concorsi per assumere nuovo personale, limitando la chiamata diretta soltanto agli alti dirigenti con contratto a tempo determinato. Il codice etico, quindi, impegnerà assessori, consiglieri comunali e membri degli organi amministrativi e di controllo delle società capitoline a firmare specifici impegni per «escludere ipotesi di incompatibilità per la partecipazione, alle procedure concorsuali e selettive, di soggetti con i quali abbiano vincoli di coniugio, parentela in linea diretta o collaterale o affinità». Inoltre, prima di procedere a nuove assunzioni, le società della holding dovranno verificare la possibilità di colmare i posti vacanti con procedure di mobilità interna, su base volontaria, del personale delle stesse aziende del gruppo.
Sul fronte del riordino della holding, la delibera prevede di avviare le procedure per la cessione del 40 per cento del capitale sociale di Ama spa e Atac spa, «con il pieno coinvolgimento del privato nella gestione». Ma anche la dismissione delle quote di proprietà del Campidoglio della centrale del Latte spa e di Aeroporti di Roma, nonché «di almeno la maggioranza della quota di partecipazione» nella Mutua Le Assicurazioni di Roma. L'azienda speciale Farmacap sarà invece trasformata in società di capitali, «finalizzata alla successiva dismissione almeno della maggioranza del capitale ai privati».
Con il nuovo regolamento tutte le società del gruppo Campidoglio dovranno, entro il 15 novembre di ogni anno, una proposta di piano gestionale annuale e del piano industriale triennale. Documenti che devono contenere, tra l'altro, i programmi di investimento, i piani operativi e strategici e il budget. Fuori dalla delibera, ma nell'agenda a breve termine dell'amministrazione comunale, ci sono invece altri provvedimenti messi a punto nell'ambito della riorganizzazione della holding. Tra questi la norma che fissa a 350 mila euro lordi annui il tetto massimo degli stipendi per i manager delle società partecipate e l'obbligo di decadenza, per l'intero consiglio di amministrazione, in caso di dimissioni dell'amministratore delegato. Le linee guida per i nuovi contratti di servizio, inoltre, prevedono un sistema di sanzioni per gli amministratori delle aziende che presentino conti in rosso o non riescano a erogare i servizi previsti dal contratto stesso. Non è escluso che, in una seconda fase, il processo di privatizzazione possa riguardare anche Risorse per Roma, Alta Roma e Palaexpo.

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