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Pescara, 14/04/2026
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Data: 17/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Filovia, Pd va alla Corte dei conti. Esposto contro presunte omissioni della Gtm

PESCARA. Finisce alla Corte dei conti il progetto della filovia. Ieri, i consiglieri comunali del Pd hanno presentato un esposto denuncia di ben 17 pagine ipotizzando un danno erariale nella realizzazione del primo lotto dell'opera che collegherà Pescara con Montesilvano.
L'iniziativa è arrivata alla vigilia del consiglio provinciale che dovrebbe esaminare una mozione, presentata dalla consigliera dell'Idv Antonella Allegrino. Mozione che prevede l'impegno dell'amministrazione provinciale ad individuare una soluzione alternativa per la destinazione della strada parco.
Ma torniamo alla denuncia alla Corte dei conti, messa a punto dal consigliere comunale del Pd Camillo D'Angelo e firmata da altri esponenti del gruppo. Nel documento D'Angelo ripercorre passo dopo passo tutto l'iter per la realizzazione del primo lotto della filovia. In particolare, viene fatto presente nell'esposto che la progettazione definitiva non sarebbe corredata dallo studio di impatto ambientale dell'opera e dal piano economico finanziario «volto ad assicurare l'equilibrio finanziario, che deve tra l'altro indicare l'investimento complessivo, ivi compresi gli oneri finanziari, i costi di manutenzione delle infrastrutture e degli impianti, i costi di gestione, i proventi dell'esercizio calcolati sulla base delle tariffe definite per conseguire l'equilibrio del piano economico finanziario».
I consiglieri del Pd fanno un lungo elenco di presunte omissioni da parte della Gtm. «Per la stessa ammissione dei rappresentanti della Gtm e della Balfour, in sede di audizione nella commissione regionale per la valutazione di impatto ambientale», è scritto, «il mezzo non viene più considerato a guida vincolata e, pertanto, il finanziamento non potrebbe più essere riconosciuto».
Un altro punto contestato riguarda «l'incomprensibile dilatazione dei tempi di realizzazione dell'opera senza che la ditta che ha vinto la gara abbia messo in mora la Gtm». «Non è possibile, inoltre», sostiene il Pd, «che non si sia mai proceduto ad un minimo di calcolo di costi-benefici e a verificare le fonti di finanziamento per una gestione dell'impianto a regime non fallimentare».

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