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Pescara, 16/04/2026
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Data: 17/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Abruzzo engineering, tutti licenziati. Carli manda a casa 200 lavoratori. Dopo la liquidazione della società. Salvati solo nove dipendenti

PESCARA - Tutti licenziati. I duecento dipendenti di Abruzzo engineering vanno a casa, la comunicazione di avvio della procedura di licenziamento del personale di Ae è stata firmata ieri dal presidente del collegio dei liquidatori Francesco Carli, con protocollo 364/2010 e inviata al presidente della Regione Gianni Chiodi, al prefetto dell'Aquila Giovanna Iurato, e per conoscenza ai sindacati. Tutti a casa, nonostante l'impegno di tutelare i rapporti di lavoro e di riassorbire almeno una parte dei dipendenti e parte dei rami di azienda in un'altra società, specie di newco. Niente da fare, nella sua lettera datata 16 dicembre, Francesco Carli scrive che il collegio dei liquidatori, «pur avendo preso atto delle comunicazioni informali in ordine alla prosecuzione dei rapporti lavorativi in corso con il Comune dell'Aquila e la Provincia dell'Aquila, e pur avendo considerato che tale prospettiva garantirebbe per un certo periodo di tempo il mantenimento delle posizioni lavorative riferibili a quei rapporti, ha però dovuto prendere atto che allo stato attuale tali rapporti sono in scadenza». Quindi tutti a casa, ad eccezione di nove dipendenti. «Il Collegio dei liquidatori ha deciso di predisporre gli atti e le comunicazioni preordinate al licenziamento di tutto il personale - così scrive Carli - con la sola eccezione di nove posizioni inserite nella struttura generale (e non già nella produzione), dato che tali posizioni sono comunque necessarie a garantire le operazioni e gli adempimenti da svolgere per portare avanti e definire i rapporti in corso con la Regione». Nei prossimi giorni saranno recapitate le lettere di preavviso.
E' questo il primo effetto della liquidazione della società pubblica controllata al 60% dalla Regione, al 30 da Finmeccanica attraverso Selex Service Management e al 10 dalla Provincia dell'Aquila, disposta il 2 dicembre scorso dall'assemblea dei soci. Decisione su cui ha pesato molto la volontà della Regione, azionista di maggioranza, e più volte annunciata nei mesi scorsi. Ae, che aveva l'obiettivo di abbattere il digital divide in Abruzzo e coinvolta in due inchieste giudiziarie, ha chiuso il bilancio 2009 con 19 milioni di euro di perdite. Ma oltre al deficit finanziario, il problema che ha indotto la Regione a liquidare è stato l'eterno dilemma sullo status in house della società e quindi sulla possibilità di affidarle direttamente commesse. Su questo aspetto Chiodi aveva chiesto un parere persino ai due pm della procura dell'Aquila che indagano su Abruzzo engineering, Antonietta Picardi e David Mancini.
Ma la lettera di ieri firmata da Carli, è una lettera di resa. Il presidente si giustifica: «Il Collegio ha avviato i propri lavori in maniera intensa, con ripetuti incontri e con riflessioni e iniziative conformi al mandato ricevuto dall'assemblea», ma non è stato possibile salvare i posti di lavoro. Carli lascia però aperta una porta, anzi una porticina: «Va detto che la procedura di licenziamento verrà interrotta nel momento stesso in cui si avrà notizia ufficiale e formale dell'adozione dei provvedimenti di proroga degli affidamenti da parte del Comune dell'Aquila e della Provincia (o meglio, da parte della struttura commissariale nell'interesse del Comune dell'Aquila e della Provincia)». Ma questa sembra solo una pacca sulla spalla, un premio virtuale di consolazione. E per duecento abruzzesi si prepara un altro Natale amaro. Duecento famiglie sul lastrico, un colpo al cuore dell'Abruzzo.

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