La prima uscita pubblica dopo la sconfitta sulla sfiducia al Governo
MILANO - La cena di Futuro e Libertà, a Firenze, è la prima uscita in pubblico del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, dopo la sconfitta sulla sfiducia al Governo. E davanti ai «suoi» si lascia andare: «Da Futuro e Libertà può uscire qualche deputato», dice. «Silvio Berlusconi è un grande seduttore, la carne è debole... ma ogni volta che esce qualcuno entrano tante persone che chiedono di respirare aria pulita dando tanto senza chiedere niente e scontando l'imparità di mezzi».
16 ANNI DI DERBY AMICI-NEMICI - Chiarissimo con i suoi ha detto: «Chi è allergico alle critiche, quella è la porta, perché nel Pdl non si può. Dobbiamo uscire, dopo 16 anni dal perenne derby amici o nemici di Berlusconi». «Ci raccorderemo - ha aggiunto Fini - con quelle forze che si sono raccordate alla necessità nazionale». Il presidente Fini ha poi ricordato, come prossima tappa, il congresso fondativo di Fli a febbraio. «Cercheremo di far parlare la parte sana del Paese», ha detto. Sostenendo che come forze del Terzo polo «ci raccorderemo come forza di opposizione responsabile in Parlamento e nel Paese»
BATTUTA D'ARRESTO - Il suo progetto, ha ripetuto ancora in questa occasione è un nuovo centro-destra. « «In questo centrodestra ci siamo e nessuno ci può cacciare», ha ribadito Fini. «Fli non sarà una forza estranea ai valori di centrodestra che sono amare la patria, il primato della legge, un'economia che produce ricchezza». E ha aggiunto: «Serve una nuova fase e svolta politica che si sarebbe aperta se fosse stata approvata la mozione di sfiducia, finalizzata a rendere possibile un nuovo centrodestra più rispetto degli impegni presi». Rispetto alla bocciatura della mozione di sfiducia, il presidente ne prende atto. «La mozione è stata battuta», dice, «ma solo chi non vuole vincere, può non mettere in conto una battuta d'arresto». E continua: «Occorre coraggio e responsabilità perché non è sufficiente continuare a governare con una maggioranza risicata, con 3 o 4 numeri in più. All'Italia serve uno scatto di reni, un'azione riformatrice. Noi nel centrodestra ci siamo e nessuno ci può cacciare». Ricco di metafore per l'occasione Fini rilancia la sua visione di futuro: «Occorre un Governo che affronti le questioni, senza nascondere la polvere sotto il tappeto. Se le risorse sono poche, bisogna indicare priorità. Il Governo non deve eccedere nella propaganda, ma caratterizzarsi da iniziative reali e concrete».
IMPEGNI TROPPO ONEROSI - «Si continua a vegetare - ha aggiunto - giorno per giorno, addebitando ad altri responsabilità che sono di tutti. Non si possono sempre scaricare su altri le responsabilità, occorre magari l'umiltà di dire che gli impegni erano troppo onerosi, era arrivato il momento di confrontarsi e trovare una sintesi con le opposizioni per fare ciò di cui l'Italia ha tremendamente bisogno. Questa è la ragione per la quale abbiamo cominciato ad avanzare critiche». A Firenze il presidente Fini coglie l'occasione per rispondere alle critiche dei giorni scorsi: «Non avevamo mai visto qualcuno che con volontà di tradire lascia i posti al governo, di solito si tradisce per prenderli. Non si poteva continuare a tacere». In chiusura del discorso sono partite le note dell'inno di Mameli.