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Pescara, 14/04/2026
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Data: 18/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ama e Atac, ai privati il 40 per cento. La giunta approva la delibera sulla privatizzazione delle due Municipalizzate

Chi è stato assunto irregolarmente «dovrà lasciare il posto di lavoro». Ma anche chi ha favorito determinate assunzioni, «non adempiendo all'obbligo di vigilare sulle corrette procedure, sarà costretto alle dimissioni, vertici aziendali compresi». Gianni Alemanno vuole imprimere una svolta allo scandalo "Parentopoli", che si è abbattuto soprattutto sulle società interamente partecipate dal Campidoglio, con Ama e Atac in testa.
Il sindaco lo fa presentando la delibera, anticipata ieri dal Messaggero, che prevede una stretta sulle assunzioni nelle società municipalizzate, con l'obbligo di fare i concorsi e impegno degli amministratori a non far partecipare i propri parenti alle selezioni. Ma anche la riorganizzazione della holding capitolina, con la cessione ai privati del 40 per cento di Ama e Atac. Il sindaco si dice pronto ad azzerare i vertici delle municipalizzate, perché «se ci sono state violazioni della legge Brunetta o delle regole precedentemente in vigore, chi ha assunto e chi è stato assunto dovrà fare un passo indietro e quelle assunzioni dovranno essere annullate». Per ora attende i risultati dell'inchiesta interna, annunciati per lunedì prossimo.
Con il nuovo regolamento inserito nella delibera approvata ieri dalla giunta, sottolinea Alemanno, «tutte le assunzioni che non riguardano dirigenti avverranno tramite concorso pubblico». Le regole delle selezioni, aggiunge il primo cittadino, saranno scelte dalla commissione, istituita il 13 dicembre, che studierà i criteri per il reclutamento del personale. «Così si eviterà, in futuro, il pericolo di assunzioni per chiamata diretta, che evitano le selezioni lasciando mano libera a questo o quel dirigente di sfuggire ai controlli».
Verrà inoltre istituito un codice etico, al quale dovranno aderire assessori, consiglieri e amministratori delle società della holding capitolina: questi si impegneranno a non far partecipare ai concorsi e alle selezioni i coniugi, i parenti in linea diretta o collaterale e gli affini. Le nuove norme comprendono l'istituzione di un elenco unico di tutti i dipendenti delle società interamente di proprietà del Comune, che sarà affidato al dipartimento capitolino del personale. Ogni anno gli amministratori delle aziende dovranno predisporre un piano dettagliato di assunzioni, che comprenda numero e mansioni dei nuovi dipendenti. Il piano dovrà essere approvato direttamente dal Campidoglio, che ne controllerà la coerenza con i piani operativi societari e valuterà le garanzie economiche-finanziarie per gli equilibri di gestione. Inoltre, prima di procedere a nuove assunzioni, le società della holding dovranno verificare la possibilità di colmare i posti vacanti con procedure di mobilità interna, su base volontaria, del personale delle stesse aziende del gruppo.
Sul fronte del riordino della holding, la delibera prevede di avviare le procedure per la cessione del 40 per cento del capitale sociale di Ama e Atac, «con il pieno coinvolgimento del privato nella gestione». Ma anche la dismissione delle quote di proprietà del Campidoglio della Centrale del Latte e di Aeroporti di Roma, nonché «di almeno la maggioranza della quota di partecipazione» nella Mutua Le Assicurazioni di Roma. L'azienda speciale Farmacap sarà invece trasformata in società di capitali, con un'operazione «finalizzata alla successiva dismissione almeno della maggioranza del capitale ai privati».
Con il nuovo regolamento tutte le società del gruppo Campidoglio dovranno presentare al Comune, entro il 15 novembre di ogni anno, una proposta di piano gestionale annuale e del piano industriale triennale. Documenti che devono contenere, tra l'altro, i programmi di investimento, i piani operativi e strategici e il budget. Il provvedimento approvato ieri dalla giunta, atteso per gennaio all'esame del consiglio comunale, prevede l'obbligo di decadenza, per l'intero consiglio di amministrazione, in caso di dimissioni dell'amministratore delegato o del presidente.

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