La neve fa rinviare il vertice con Fli e Mpa. Piccone: chiuderemo a breve
L'AQUILA. Questa volta non è stato il solito espediente: il maltempo ha fatto saltare il programma che avrebbero portato nella giornata di oggi alla definizione ufficiale del rimpasto della Giunta regionale atteso ormai da tre mesi. Ieri le nevicate hanno consigliato il rinvio delle consultazioni decisive con gli alleati Fli ed Mpa per sbloccare senza ulteriori traumi la questione.
Ma la fumata bianca è rimandata di poco: nelle prossime ore sarà chiusa la pratica per sostituire Daniela Stati e Lanfranco Venturoni, e attuare il riequilibrio territoriale e di potere, soprattutto nei confronti del presidente, Gianni Chiodi, e del suo staff e della rappresentanza teramana, il territorio di provenienza del governatore. Arriva direttamente dal coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, che si è esposto poche volte, la conferma della volontà di risolvere la problematica entro questo fine settimana, dopo che è caduto anche l'alibi della fiducia al governo Berlusconi consumata il 14 dicembre. «Per il maltempo abbiamo dovuto rinviare gli incontri con Mpa e Fli, ma chiudiamo il discorso entro questo fine settimana, anche a costo di definire l'intesa per telefono» ha spiegato Piccone che non è entrato nel merito delle decisioni.
Oggi potrebbero quindi esserci le consultazioni che Mpa e Fli, alleati in Abruzzo, avversari politici a Roma, hanno chiesto con determinazione anche minacciando ritorsioni in Consiglio regionale, per un approfondimento sul programma prima di fare le nomine. I due partiti non sono interessati a poltrone in Giunta, ma vogliono essere coinvolti perché il rimpasto è a loro avviso un passaggio per il rilancio dell'azione amministrativa, Domani o lunedì il governatore potrebbe firmare i decreti di nomina. Ma la situazione potrebbe complicarsi di nuovo: La Destra, il cui ingresso è stato caldeggiato dal premier Berlusconi con una telefonata a Chiodi, ha chiesto a Piccone e lo stesso governatore di essere consultato visto che a Roma il partito è ormai fedele alleato nel nuovo centrodestra. I vertici del Pdl non hanno mai preso in considerazione una presenza della Destra, ma l'impressione è che ci dovranno fare i conti perché il segretario nazionale, Francesco Storace, che ha avuto contatti con Piccone, prima del voto di fiducia ha parlato di nuovo con il premier che avrebbe confermato la posizione espressa a Chiodi. Soluzione non facile da individuare. Al di là delle questioni ancora sul tappeto, sembra che la piattaforma sia piuttosto blindata: pare certo che ci saranno due nuovi ingressi ed un profondo rimescolamento delle deleghe. Il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, come assessore aquilano, e il consigliere chetino del Pdl Luigi De Fanis, entrambi ex An, sono in pole position. Almeno per il momento l'assessore al Personale Federica Carpineta, fedelissima di Chiodi, dal momento che le due donne pescaresi pidielline Nicoletta Verì, a lungo virtualmente assessore, e Federica Chiavaroli, si sono autoeliminate. La Carpineta rimane in giunta pronta a farsi da parte, ad esempio, se cambiamenti in ambito nazionale dovessero rendere necessario ulteriori aggiustamenti. Se queste fossero le nomine, ci sarebbe da coprire i ruoli di capogruppo e della presidenza della commissione Politiche comunitarie. Emiliano Di Matteo, vice capogruppo, e Lorenzo Sospiri, anche loro ex An, sono in corsa per la guida del gruppo, Ricardo Chiavaroli per entrambe. Ma ci potrebbero essere sorprese.