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Pescara, 14/04/2026
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19/12/2010
Il Centro
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Avezzano, paralisi da neve. E in autostrada viaggi da paura, raffica di proteste
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AVEZZANO. L'inferno bianco è sull'autostrada e nella città di Avezzano. Paralisi, vergogna, odissea: tre parole ripetute dai pendolari costretti a spingere l'autobus Arpa bloccato sull'A-24, dall'automobilista che ci ha messo nove ore per percorrere i cento chilometri che separano Roma con la Marsica, dagli avezzanesi che si sono ritrovati in una città ghiacciata, impazzita e senza l'ombra di spazzaneve. ODISSEA NELLA NEVE. Abbiamo visto cose che voi umani nemmeno potete immaginare. Potrebbero cominciare così i racconti. Tipo quelli dei passeggeri che scendono e spingono l'autobus per andare avanti, sette ore e mezzo per il tragitto fra Roma e L'Aquila, casellanti che contestano agli autisti di avere impiegato troppo tempo per percorrere l'autostrada (rimediando un «vaffa» colossale), Telepass oscurati dalla neve. Dell'autobus ci racconta Patrizio Trapasso. Sua anche la foto simbolo. Costretto a sostare all'autogrill in attesa di un miglioramento della strada è stato tolto dal parcheggio grazie alla spinta dei passeggeri. Mario Anzini rivive l'incubo in autostrada, con aperture e chiusure a singhiozzo, senza informazioni. Il top al casello di Avezzano, dopo un delirante viaggio: il Telepass non legge le targhe e così i casellanti, giudiziosi, fermano le auto e annotano il libretto di circolazione di ciascuno. Un'ora per fare 200 metri, nove per tornare a casa. Maurizio Castrucci invece ha avuto il coraggio di farsi Roma-Avezzano su un pullman venerdì pomeriggio. Partito, costretto a tornare indietro per il pernottamento, ripartenza ieri mattina, divieti fasulli, strade chiuse non segnalate. Minaccia la class action per i danni subiti. FERITI E SOCCORSI. A raccontare l'odissea ci sono pure i numeri. Trentadue le persone finite al pronto soccorso dell'ospedale di Avezzano dopo piccoli incidenti o scivoloni sulla neve ghiacciata. Due i femori fratturati. Cinquantasette gli interventi dei vigili del fuoco - obbligati a raddoppiare i turni e a chiedere cinque rinforzi dall'Aquila - e sette i soccorsi a persone costrette a raggiungere l'ospedale di Avezzano. Come nel caso di un dializzato di Aielli o di un residente di Canistro rimasto senza benzina. A Scurcola Marsicana l'intervento si è reso necessario per liberare i ferrovieri prigionieri della neve. Senza contare auto e Tir rimasti in panne. A Santo Stefano di Sante Marie uno spazzaneve ha dovuto scortare in ospedale una giovane che stava per partorire. A Castronovo, frazione di San Vincenzo Valle Roveto, una donna di 87 anni colta da crisi respiratoria è stata portata in ospedale da un fuoristrada dei carabinieri di Civitella. A Ovindoli una cinquantina di turisti intrappolati nelle auto ha raggiunto a piedi gli alberghi. Un blackout ha causato problemi all'acquedotto Liri Verrecchie che rifornisce abitazioni del Carseolano e di Cappadocia. Problemi viabilità anche a Celano, Tagliacozzo e Trasacco.
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