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Pescara, 14/04/2026
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Data: 19/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Prigionieri in casa per il ghiaccio» Sul bus della linea 5 i cittadini raccontano i disagi ai Colli

«La via di casa era del tutto ghiacciata, sono stata rinchiusa per due giorni, non si nota?». La signora Claudia mostra le tre buste della spesa stracolme appese al suo braccio e ironizza sulla lastra di ghiaccio che per tre giorni le ha impedito di andare a fare provviste. Da ieri l'allarme ghiaccio è rientrato e la situazione a Pescara Colli sta lentamente tornando alla normalità e l'assessore Fiorilli snocciola numeri: 600 quintali di sale sparsi su tutta la città in quattro giorni, quattro mezzi spargisale, decine di operai comunali e di Attiva al lavoro per prevenire il ghiaccio, 28 agenti della polizia municipale volontariamente in servizio di notte...». Numeri che sulla carta rendono l'idea di grande efficienza, ma troppo bene non dev'essere andata nella gestione dell'emergenza - soprattutto alla distanza - stando alle lamentele per i disagi che Il Messaggero ha raccolto dai passeggeri dell'autobus 5 della Gtm, linea che attraversa il quartiere dei Colli. Disagi, va detto, che molti avrebbero in parte evitato se avessero raccolto l'appello del sindaco Albore Mascia a evitare di uscire con il maltempo. Ma tant'è. «Non prendo il bus da quando ho compiuto 14 anni e comprato il motorino - racconta una ragazza - ma in questi due giorni ho dovuto fare un'eccezione». «Il ghiaccio è stato tolto da via del Santuario, ma non dalle stradine limitrofe e muoverci ci è stato impossibile» rivelano tre signore residenti nel quartiere Gescal. Lo stesso autista racconta l'emergenza neve: «Molti hanno preferito l'autobus all'automobile, per fortuna le scuole chiuse hanno evitato un sovraffollamento. Qualche problema in più del solito c'è stato - dice l'autista - specie per l'impossibilità di accostare l'autobus al marciapiede per far scendere i passeggeri a causa dei cumuli di neve ai bordi delle vie. Poi i pedoni che, per evitare il ghiaccio, camminavano praticamente al centro della strada». Ancora ieri viabilità a rilento per residui rischi di sbandate: per tutta la mattinata su via del Santuario e via di Sotto si procedeva a passo d'uomo, via Salita Zanni era uno scivolo di ghiaccio.
Chi ha scelto di uscire a piedi ha dovuto fare i conti con le lastre di ghiaccio temibili come trappole che solo nella giornata di venerdì hanno portato circa cinquanta persone al pronto soccorso, a seguito di brutti scivoloni. Il sale sparso martedì, infatti, è stato presto esaurito «e quello reperito alla Solvay nella serata di mercoledì era troppo farinoso e mal si adattava ai mezzi spargisale in dotazione» secondo Blasioli, Casciano e Pagnanelli del Pd. Ai rami di alberi caduti, alle strade e ai marciapiedi ghiacciati si sono aggiunte anche le condotte idriche congelate che, sempre venerdì, hanno rappresentato l'emergenza nell'emergenza. «A causa del gran freddo sono scoppiati i contatori in diverse abitazioni in città e in provincia e decine di famiglie sono rimaste senz'acqua» hanno spiegato i vigili del fuoco. L'Aca, che si è messa subito a lavoro, ha promesso di risolvere il problema, chiedendo però di pazientare almeno per un paio di giorni.
I marciapiedi coperti di ghiaccio hanno evidenziato difficoltà non sempre riconducibili alla macchina dei soccorsi. «I commercianti dovrebbero spalare e pulire i marciapiedi davanti ai propri negozi» commentava l'assessore Cardelli con il consigliere Camillo D'Angelo. «Nessun marciapiede è stato ripulito davanti a uffici pubblici» hanno aggiunto Blasioli e Casciano. Le cadute, anche davanti all'ospedale, hanno provocato polsi fratturati, spalle lussate e acciacchi vari. «Davanti alla scuola Carducci in via Fonte Romana è saltata una condotta idrica che ha provocato una pozza di ghiaccio». Una bella cartella di appunti per l'assessore alla protezione civile, Berardino Fiorilli.

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