Una donna, autista dell'Atac, è stata aggredita giovedì mattina (poco dopo le 8.30) sulla linea 870 all'altezza di via del Casaletto. Un uomo salito sul bus con la moglie ha iniziato subito a dare segni di insofferenza: prima ha insultato la conducente, poi ha spaccato gli specchi interni e infine non contento ha rotto le manopole di sicurezza ha aperto le porte è sceso e ha rotto i tergicristalli. Non contento, quando la donna alla guida dell'autobus si è alzata per chiudere le porte e ripristinare le manopole di sicurezza, le ha sferrato un pugno. Il motivo? «Solo perché (secondo lui) aveva atteso troppo l'autobus e aveva preso freddo», racconta l'autista ancora sconvolta.
«Era una furia. Incontrollabile, quando gli ho detto che avrei chiamato la polizia è andato su tutte le furie - aggiunge la donna - Ma era pericoloso aveva già rotto gli specchi interni e preso a calci i sedili. Per calmarlo gli ho mostrato la tabella per fargli vedere che eravamo in perfetto orario. Ma lui niente, ha continuato. E quando alla fine ho tentato di richiudere le porte perché anche gli altri passeggeri si erano spaventati, mi ha dato un pugno sul viso». Sul posto è intervenuta la polizia che ha portato via l'uomo mentre continuava ancora ad insultare la donna, che è arrivata al pronto soccorso del San Camillo e i medici l'hanno giudicata guaribile in cinque giorni. Dieci giorni fa un altro autista è stato preso a schiaffi da un gruppo di ragazzini (poco più che maggiorenni) sulla linea 786 al Trullo. «Almeno una volta al mese c'è un autista aggredito di quelli che escono dal depisto della Magliana. E di mezzi con le cabine blindate ce ne sono solo due, i numeri parlano da soli», si sfoga un'altro autista.
«Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti gli autisti aggrediti in questi ultimi mesi. Ancora più grave quest'ultimo perché perpetrato ai danni di una donna - commenta il presidente della Commissione Sicurezza, Fabrizio Santori - L'azienda ha preso degli impegni in Commissione con la promessa di installare telecamere fisse, pulsante teleallarme, cabine blindate e chiuse per gli autisti sulle linee più soggette a questo tipo di rischi. A gennaio convocheremo nuovamente l'azienda, i sindacati e l'assessorato alla mobilità per fare il punto della situazione».