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Data: 19/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Atac e Ama, direttive ignorate» A fine 2009 l'assessore Leo invitava gli ad delle municipalizzate a non assumere

«Tutto ciò premesso... l'Amministrazione invita le società partecipanti ad astenersi dallo stipulare contratti di assunzione di ogni ordine e grado». Anche se quasi nessuno l'ha rispettata "Parentopoli" altrimenti non esisterebbe c'era dunque una direttiva. Fin dal settembre del 2009 il Comune di Roma, a corto di soldi, scrisse all'Atac, alla Trambus, alla Met.Ro, all'Ama e a tutte le aziende controllate impartendo un'"ordine" ben preciso: non accrescere il personale. Lo fece attraverso una lettera firmata dall'assessore al Bilancio, Maurizio Leo, ribadita nei mesi successivi con nuove comunicazioni: «Il divieto di procedere a nuove assunzioni si legge in una comunicazione del 12 luglio scorso è da ritenersi cogente e non derogabile».
Ma allora, si dirà, come è potuto accadere tutto quello che pare sia accaduto? Come ha fatto Adalberto Bertucci, ex amministratore delegato dell'Atac (tuttora consulente "d'oro" del Comune), a far entrare nell'azienda centinaia di persone, tra cui amici e parenti degli amici? Come è stato possibile altro mistero affidare le relazioni esterne dell'azienda di trasporto a Stefania Fois, compagna del deputato del Pdl Marco Marsilio e fedelissima della corrente dei "gabbiani" di Fabio Rampelli?
La risposta è tanto semplice quanto sconcertante: gli ordini impartiti dal Comune, in base alle norme in vigore, sono più "inviti" che altro. Gli amministratori delegati delle società controllate (Bertucci era uno di loro) conservano un margine di autonomia enorme nel campo delle assunzioni. «Nel gennaio del 2010 ricorda l'assessore Leo ho apposto un semplice visto di presa visione su una nota predisposta dall'amministratore delegato dell'Atac nel quale si evidenziava la necessità di instaurare alcuni rapporti di lavoro».
Il documento, ricorda Leo, considerava «fondamentale» l'assunzione della Fois «per il corretto funzionamento dell'organo amministrativo». «Nella rappresentazione dell'allora amministratore delegato rivela oggi l'assessore al Bilancio si trattava di risorsa indispensabile per il miglioramento della gestione aziendale, senza la quale si sarebbe pregiudicato il risanamento della società».
Detta in altri termini, le migliaia di euro impegnate per la Fois erano ben spese, secondo l'Atac. Ma sicuramente la scelta era in contraddizione con l'indicazione a risparmiare del Comune. Il quale però può farsi scudo con le lettere e con le direttive solo fino a un certo punto. È vero che ogni amministratore delegato ha grossi margini di movimento. È vero che Bertucci, incrinata la fiducia, non è più alla testa dell'Atac. Ma è altrettanto vero che il Campidoglio se l'è tenuto come consulente a centinaia di migliaia di euro all'anno.
Il 25 gennaio di quest'anno, un'altra lettera firmata da Maurizio Leo e da Ivana Paniccia, direttrice del Dipartimento Partecipazioni, rinnovava «l'invito ad astenersi, fino a successiva direttiva, da decisioni che comportino nuovi oneri quali assunzioni di dipendenti o di collaboratori». Si è vista come è andata. La Giunta Alemanno, nel marzo scorso, ha approvato una delibera che potrebbe mettere fine alle assunzioni facili riportando tutto il potere nelle mani del Campidoglio. Ma il Consiglio Comunale, tra traccheggiamenti della maggioranza e giochi di sponda dell'opposizione, non l'ha ancora nemmeno discussa. Come se certe cose, in fondo, non dispiacessero a nessuno.

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