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Pescara, 14/04/2026
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Data: 19/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Bossi: «Al voto, basta perdere tempo» Il Senatùr dice no all'Udc nel governo. «Andare alle urne l'unica igiene»

Maroni: «O il governo si rafforza rapidamente o meglio i seggi»

ROMA. «Io sono tre mesi che dico che l'unica igiene è andare al voto: abbiamo perso tempo dando agli altri il tempo di organizzarsi». Umberto Bossi detta l'agenda all'alleato Silvio Berlusconi. E torna a chiedere, seguito a ruota da Roberto Maroni e Roberto Calderoli, il voto anticipato malgrado la fiducia ottenuta per un soffio il 14 dicembre. Ma Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, conferma la scelta del premier di sedurre singoli parlamentari per rimpinguare la maggioranza che a Montecitorio è di soli tre deputati. «L'Italia è pronta al voto e la crisi economica è solo un alibi», avverte il Senatùr spazzando via uno dei motivi usati proprio dal premier per procrastinare il voto e «convincere» una manciata di deputati a votare la fiducia. Bossi parla da Vicenza al termine di un pranzo pre-natalizio con tutto il vertice del partito. «Se tutte le volte che c'è da votare in Parlamento dobbiamo andare a chiedere per favore non lo capisco. No allora è meglio andare alle urne», aggiunge. Il leader del Carroccio parla dal Veneto. Con i numeri attuali, dice, «c'è l'impossibilità di andare tranquilli in Parlamento e di far votare le leggi». Il pressing leghista è figlio di una preoccupazione precisa. La maggioranza, dopo l'uscita dei finiani, non è più tale nella commissione Bicamerale per il federalismo. E la prossima settimana parlamentare potrebbe diventare una via crucis per il governo con il voto sul pluralismo Rai, quello sull'abolizione delle province, la mozione di sfiducia a Bondi e quella sul ritiro delle deleghe a Calderoli.
Il ministro delle Riforme si mette di traverso anche all'ingresso dell'Udc di Pier Ferdinando Casini nella maggioranza. «Berlusconi non deve far entrare i suoi nemici, quelli che lo vogliono morto, l'Udc Berlusconi l'ha già trovato una volta al governo e non riuscivamo a fare niente». Quanto alle possibilità di ricucire con Gianfranco Fini taglia corto: «Lo dovete chiedere a Berlusconi, io non ho mai litigato con Fini».
Ma non è solo Bossi a insistere per le elezioni. «Con tre voti di maggioranza questo governo non può andare avanti, se dovessero arrivare altre adesioni saranno benvenute altrimenti c'è solo il voto», conferma Calderoli. Il ministro della Semplificazione è meno drastico sull'Udc ma nella sostanza la pensa come il capo. «A noi delle sigle interessa poco, se chi interviene vota il federalismo è benvenuto». Peccato che il partito di Casini sia stato l'unico dell'opposizione a votare contro il federalismo. Quanto alla campagna elettorale, sarà fatta «denunciando chi ha tradito».
Più sbrigativo Roberto Maroni. Il numero due del Carroccio in un primo tempo rassicura: questo governo durerà. Poi invita la maggioranza a risolvere «rapidamente le incognite sul futuro del governo». E conferma l'aut aut del suo partito al premier: se c'è una maggioranza forte e stabile sulla quale fare affidamento si può continuare, altrimenti meglio le urne.
Al pressing leghista replica in serata Berlusconi telefonando a una manifestazione Pdl a Firenze. «State sicuri che noi governeremo. Se non ci riusciremo si andrà alle elezioni e noi le vinceremo alla grandissima».
Poi scherza sull'argomento preferito: «Sapete perché sono sempre gentile con le donne? Per via dell'anagramma latino del mio nome: "Io unico boss virile"».
La Lega vuole lacerare il paese e preferisce il voto alle riforme, attacca Adolfo Urso, Fli. «Emerge la necessità di mettere insieme tutte le forze responsabili».


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