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Data: 20/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Il Segretario Cgil a L'Aquila - Bindi e Camusso firmano la legge popolare. Scuola dei Giovani del Pd, le due donne d'opposizione bocciano l'azione del premier

La segretaria nazionale della Cgil ha voluto visitare una parte di zona rossa da piazza San Pietro a piazza Palazzo

L'AQUILA. In città per la chiusura della scuola di formazione nazionale «La classe non è acqua» dei Giovani democratici, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, e la presidente del Partito democratico, Rosy Bindi, hanno firmato la proposta di legge popolare di solidarietà nazionale sulla ricostruzione. «L'impressione è quella di una città dove si è usato molto lo strumento della propaganda e, invece, oggi la realtà presenta un conto doloroso», ha detto la Camusso, motivando la sua sottoscrizione. L'iniziativa si era aperta giovedì scorso con l'intervento del presidente del Copasir Massimo D'Alema.
ZONE ROSSE. A piedi sulla neve, camminando lungo via Roma, la segretaria nazionale della Cgil Susanna Camusso ha voluto visitare uno spicchio di zona rossa, da piazza San Pietro a piazza Palazzo, passando davanti a quello che rimane di palazzo Carli, sede storica dell'ateneo aquilano.
E questo, prima ancora di salire sul palco dell'hotel Duca degli Abruzzi.
«Se penso alla politica degli annunci che c'è stata qui come nel resto d'Italia», ha spiegato la leader sindacale, «da un lato siamo di fronte a una città fantasma, dall'altro constatiamo che quel miracolo effettivamente non c'è stato. Passeggiando tra le rovine», ha dichiarato, «mi hanno informata delle persone che sono al gelo, della gente che è ancora negli alberghi e che, a causa di queste strane forme di assistenza, anziani e persone sole sono tra i più abbandonati, mentre sono loro quelli che avrebbero più bisogno di un sostegno da parte dello Stato».
Con lei in centro, il parlamentare del Pd, Giovanni Lolli, l'assessore comunale alla Cultura, Stefania Pezzopane e il segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti. Il segretario ha ribadito l'importanza della legge popolare: «dato che non c'è l'iniziativa del governo, è giusto che si parta dal basso e si provi a creare una prospettiva».
Fondamentale per la Camusso, proprio proteggere le iniziative dal basso, anche in relazione alle manifestazioni nazionali degli ultimi giorni: «non si può impedire agli studenti né a nessun altro di mobilitarsi, di portare avanti idee, trovo sbagliata la logica della zona rossa durante i cortei», ha spiegato, «ci vuole però un grande rispetto delle istituzioni. Non utilizzerei mai parole d'ordine come assediare il Parlamento, perché io rispetto questo luogo».
PRIORITÀ. Deciso anche l'intervento di Rosy Bindi, presidente nazionale del Partito democratico, nel dire che «L'Aquila deve diventare una priorità nazionale, come non lo è mai stata, se non nell'immediata fase della primissima emergenza. Ma non si ricostruisce una città così devastata se non con una legge speciale, un finanziamento destinato allo scopo e una grande opera pubblica alla quale poi devono partecipare tutte le istituzioni».
Bindi ha aggiunto: «A due anni dal terremoto non c'è ancora un progetto di ricostruzione della città. Come Partito democratico abbiamo deciso di fare svolgere qui determinate iniziative per testimoniare che la ricostruzione per noi è una priorità». Al suo fianco, il segretario provinciale dei Giovani democratici del Pd, Stefano Albano.
LAVORO. E tra le priorità indicate ci sono la zona franca, la proroga delle agevolazioni fiscali e il lavoro. «Abbiamo denunciato tante volte che si poteva procedere a ricostruire questa città favorendo anche l'occupazione locale», ha ricordato la Camusso, «la ripresa dell'economia. Basti pensare alla situazione dei centri commerciali oppure al fatto che c'è una Giunta regionale che mette in liquidazione le sue società invece di pensare a promuovere il lavoro. È come se ci si accanisse e non ci si rendesse conto che un'economia non riparte se le persone non hanno lavoro e non hanno prospettive. Noi abbiamo giustamente rivendicato la cassa integrazione come strumento di produzione dei redditi, ma non vogliamo uno strumento infinito di protezione, dobbiamo ripartire dal lavoro». Modelli e risposte nuove, dunque, perché «il tempo aggiunge degrado. Non serve una nevicata per scoprire che L'Aquila è una città freddissima, basta leggere i libri delle elementari. Siamo alla conferma che il sistema della Protezione Civile che può saltare le regole è un modello che ha favorito gli affari, e non la ricostruzione».

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