La sindacalista firma la legge di iniziativa popolare e visita il centro storico. «La realtà presenta un conto doloroso»
«L'impressione è quella di una città dove si è usato molto lo strumento della propaganda e, invece, oggi la realtà presenta un conto doloroso». Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo un giro a piedi nel cuore del centro storico, è rimasto di sasso davanti alle "ferite" dei palazzi e degli edifici antichi della città. Appena arrivata all'Aquila, dove ha firmato la legge di iniziativa popolare, ha chiesto di visitare il centro della città. Giunta nel capoluogo per partecipare alla giornata di chiusura della scuola di formazione nazionale dei Giovani Democratici, insieme con la presidente del Pd Rosy Bindi, la Camusso è stata accompagnata dagli esponenti locali dei Democrat, tra i quali il deputato Giovanni Lolli e l'assessore comunale Stefania Pezzopane. A invitarla a firmare la legge è stato il segretario provinciale Umberto Trasatti. «Ho voluto spingere il nostro segretario alla firma perché questa legge risolve in primo luogo problemi di governance».
La Camusso girando per la città ha sospirato e ha aggiunto che «se penso alla politica degli annunci che c'è stata, da un lato siamo di fronte a una città fantasma, dall'altra constatiamo che quel miracolo effettivamente non c'è stato. Mentre passeggiavo tra le rovine venivo anche informata delle persone che sono al gelo, delle tante persone che sono ancora negli alberghi e di queste strane forme di assistenza per cui anziani e persone sole sono tra i più abbandonati». A proposito della legge di iniziativa popolare, il segretario Cgil ha ritenuto opportuno firmare perché, ha spiegato, «qualsiasi cittadino affezionato alla sua città vorrebbe la ricostruzione. Dato che non c'è l'iniziativa del governo, è giusto che si parta dal basso». La Camusso ha poi rilanciato l'ipotesi delle agevolazioni fiscali, il sostegno agli studenti universitari in città e la ripresa dell'economia locale per aiutare la ricostruzione. Infine l'ultima stoccata. «Siamo alla conferma che il modello della Protezione Civile è un modello che ha favorito gli affari, e non la ricostruzione». La Bindi ha poi aggiunto che «L'Aquila deve diventare una priorità nazionale, come non lo è mai stata, se non nell'immediata fase della primissima emergenza. Ma non si ricostruisce una città così devastata se non con una legge speciale, un finanziamento destinato allo scopo e una grande opera pubblica alla quale poi devono partecipare tutte le istituzioni».
Ieri mattina, intanto, un altro noto personaggio ha voluto far sentire il suo calore alla città. Nonostante il gelo Katia Ricciarelli ha partecipato alla messa di Collemaggio (la basilica è stata riaperta per l'occasione) per ricordare le vittime del sisma celebrata dall'Arcivescovo Giuseppe Molinari. La Ricciarelli ha allietato le varie fasi della messa, cantando celebri pezzi come "Fratello Sole Sorella Luna". Non tantissime a dir la verità le persone, ma comunque la cerimonia, voluta dal Prefetto Giovanna Iurato, ha raggiunto lo scopo. «A volte - hanno detto i familiari - c'è bisogno di sentire le persone vicine, il calore umano».