L'AQUILA - Rischio pareggio tra voti di maggioranza e opposizioni e conseguente ingovernabilità in Consiglio regionale.
È l'impensabile risultato dei mutati scenari del panorama politico nazionale, in cui Gianfranco Fini potrebbe ordinare a tutti i suoi consiglieri regionali di uscire dalle maggioranze di centrodestra, mollando il Popolo della libertà e costituendo anche nei territori il Polo della nazione aggregando Futuro e libertà a Unione di centro e Alleanza per l'Italia.
Uno scenario che potrebbe azzerare definitivamente l'oceanica maggioranza di cui godeva il governatore Gianni Chiodi dopo la sua elezione, che si era progressivamente assottigliata tra dimissioni legate a scandali giudiziari e fuoriuscite legate a quanto succede a Roma.
Se un ipotetico Polo della nazione costituito all'Emiciclo votasse contro assieme all'opposizione canonica di centrosinistra, la conta potrebbe finire 22 voti a 22.
Il Polo della Nazione nell'assemblea abruzzese può contare su sette consiglieri regionali, tre di Fli, due Udc, uno Mpa e uno di Api, quest'ultimo rappresentato dall'ex Italia dei valori Gino Milano che entro l'anno costituirà il monogruppo. L'opposizione ha altri 15 consiglieri, totale appunto 22.
Quanto alla maggioranza, a questo punto costituita dal solo Pdl visto che gli alleati Fli e Mpa passerebbero all'opposizione, sarebbe di 23 componenti: al pareggio si arriverebbe perché il consigliere Lanfranco Venturoni, costretto a dimettersi da assessore per il coinvolgimento nell'inchiesta giudiziaria "rifiutopoli", non può partecipare alle sedute del Consiglio a causa della misura dell'obbligo di dimora nel Comune di Teramo.
A questo punto, sembra premiata la politica del temporeggiare di Chiodi, che ha rimandato fin qua ogni decisione sul rimpasto dell'esecutivo di cui è a capo.
Vicino all'ingresso in Giunta sembra l'aquilano Gianfranco Giuliante. Per il subentro al suo posto di capogruppo Pdl è aperta la corsa tra Lorenzo Sospiri ed Emiliano Di Matteo.