Il documento è lungo e dettagliato: 17 pagine firmate da i consiglieri comunali Camillo D'Angelo, Enzo Del Vecchio, Antonio Blasioli, Moreno Di Pietrantonio, Marco Alessandrini, Gianluca Fusilli, Giuliano Diodati, Florio Corneli e Alberto Calducci.
Si ripercorrono tutte le tappe di questa opera contestata da più parti e si chiede di accertare «la corrispondenza dei risultati dell'attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge e nel contempo se nei fatti esposti sia ravvisabile danno erariale».
Secondo quanto si legge dall'esposto per stessa ammissione dei rappresentanti della GTM e della Balfour, in sede di audizione nella Commissione Regionale per la Valutazione di Impatto ambientale, dello scorso 15 luglio 2008, il mezzo non viene più considerato a guida vincolata e per questo «il finanziamento non potrebbe più essere riconosciuto».
Si denuncia inoltre la mancanza della valutazione di impatto ambientale (perchè non viene ritenuta necessaria) e «non risulta il piano economico finanziario», scrivono i consiglieri. «Ripetutamente richiesto non è stato mai presentato dalla Regione o dalla GTM».
Circostanza confermata, riferiscono i consiglieri, dall'attuale direttore della Gtm che «ha dichiarato che non esiste nessun piano economico finanziario né documenti similari da cui dedurre le indicazioni che dovevano far parte dello stesso». E non mancano domande (per adesso) senza risposta: «come farà la Regione a finanziare questa nuova linea dal momento che dovrà operare tagli pesantissimi su quelli esistenti? Dove saranno reperiti i fondi per il completamento dell'opera visto che viene realizzato un percorso di solo 8 Km rispetto ai 22 previsti?»
TEMPI DILATATI
Secondo gli esponenti del Pd, inoltre, ci sarebbe una «incomprensibile» dilatazione dei tempi di realizzazione dell'opera «senza che la ditta che ha vinto la gara abbia messo in mora la Gtm e richiesto penali a termine di contratto». «E' difficile trovare una spiegazione a tale comportamento», si legge nell'esposto, «se si pensa che la gara è stata conclusa nel 28.06.2006 con l'aggiudicazione provvisoria alla ditta Balfour e che il ribasso d'asta è stato di poco più del 2% rispetto alla base d'asta».
Dopo quattro anni dall'aggiudicazione sono trascorsi quattro anni senza che venga richiesto un adeguamento prezzi o penali di sorta da parte della ditta aggiudicataria dell'appalto. E' normale? «Come è possibile», scrivono i consiglieri, «che dal 2005, nonostante l'euro, la levitazione dei prezzi, il ribasso d'asta insignificante sia ancora possibile realizzare gli 8 Km previsti?»
Ma gli esponenti dell'opposizione si chiedono anche perchè non si sia proceduto ad acquisire le concessioni definitive delle aree da parte dei Comuni o perchè non si siano verificate le fonti di finanziamento per una gestione dell'impianto «a regime non fallimentare».