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Pescara, 14/04/2026
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Data: 20/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Autisti dei bus, allarme aggressioni - «Io alla guida del 495, sequestrato all'alba»

Da quattro anni autista dell'Atac, Mario, 32 anni, non aveva mai provato un'esperienza del genere: sequestrato all'alba da due balordi nell'autobus che guidava, linea 495. «Quei due, sui 30 anni, sono saliti a Valle Aurelia. Erano le 5.30 - racconta Mario dalla sua casa di Guidonia, la moglie accanto a rassicurarlo - L'autobus era vuoto. Mi hanno chiesto bruscamente di portarli a San Basilio. Ho detto che li avrei portati alla stazione Tiburtina, poi avrebbero preso un altro mezzo. "Non hai capito: ci porti tu a San Basilio", mi ha risposto in modo aggressivo uno dei due che mi ha raggiunto nella cabina di guida, l'altro stava dietro con una mano in tasca come se avesse un coltello o una pistola». Una buona mezz'ora in balìa dei delinquenti. «Uno di loro - prosegue - aveva una ferita alla testa, credo che scappassero da chissà cosa, probabilmente erano reduci da una notte movimentata. Puzzavano di alcol. Ho avuto paura, come provavo a dissuadere il giovane che mi stava accanto, lui diventava aggressivo, cambiava espressione. Comunque era lucido. Conosce bene Roma, mi ha suggerito strada dopo strada. Siamo arrivati a piazzale Clodio, poi all'Olimpico, poi la Tangenziale, poi la Nomentana. Come provavo a dirgli che la strada era sbagliata, si arrabbiava di brutto». L'autobus dirottato procedeva alle prime luci dell'alba. «Il giovane seduto dietro - racconta Mario - non ha detto una parola, ha sempre tenuto una mano in tasca. Il suo silenzio mi ha messo paura: corporatura robusta, faccia poco rassicurante, non me la sono sentita di reagire». A via di Casale di San Basilio il bus si è addentrato fra le strade delle case popolari e si è fermato, su ordine dei due, in via Mechelli. «Prima di scendere mi hanno "ringraziato" a modo loro - dice Mario - dicendomi che ero stato bravo ad accompagnarli e a non reagire altrimenti sarebbero stati guai seri. A quel punto mi sono diretto alla stazione Tiburtina, ho fermato una pattuglia della polizia e da lì sono iniziate le ricerche dei sequestratori".

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