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Pescara, 14/04/2026
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Data: 20/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Domani Fini chiederà ai suoi di uscire. Maggioranza nella bufera con il Terzo Polo, e Nasuti (Fli) accusa il Pdl sulla Sangritana

CENTRODESTRA «Anziché portare tutti insieme la nave in porto il Popolo della libertà passa sopra le teste di tutti»

L'AQUILA. La parte finale del 2010 si annuncia molto calda per quel che resta del centrodestra alla Regione. All'impasse sul rimpasto della giunta regionale si aggiunge, infatti, la forte preoccupazione del Pdl di perdere, con i suoi 23 rappresentanti in consiglio regionale, il netto vantaggio numerico conseguito dopo la vittoria elettorale del dicembre 2008. Questo a causa delle evoluzioni del quadro politico nazionale seguite alla mancata sfiducia al governo, in particolare con la formazione del Polo della Nazione, costituito da Fli, Udc, Api ed Mpa, all'opposizione in Parlamento. E domani Gianfranco Fini potrebbe chiedere ai suoi consiglieri regionali di uscire da tutte le maggioranze con il Pdl.
Se anche in Abruzzo si dovesse replicare l'esperienza nazionale, gli equilibri in consiglio regionale sarebbero stravolti: una votazione a ranghi completi, cioè con 45 consiglieri, finirebbe 22 a 22, naturalmente se il nuovo gruppo, il Polo della Nazione, forte di 7 consiglieri, facesse quadrato con il centro sinistra che ha 15 consiglieri. Al pareggio si arriverebbe perché il consigliere del Pdl, Lanfranco Venturoni, costretto a dimettersi da assessore per il coinvolgimento in una inchiesta giudiziaria, è sottoposto alla misura dell'obbligo di dimora nel comune di Teramo e non può partecipare alle sedute all'Aquila o a Pescara.
Intanto, neppure, ieri, sono stati fatti passi in avanti sul fronte rimpasto, necessario per la sostituzione di Venturoni e di Daniela Stati, l'altro assessore tolto di mezzo da una inchiesta giudiziaria e, poi, passato dal Pdl a Futuro e libertà.
In questo clima a dir poco infuocato, la maggioranza di centrodestra comincia oggi in commissione l'esame delle bozze di Bilancio e di Finanziaria approvate tra mille problemi dalla giunta. Una corsa contro il tempo, che sarà segnata probabilmente da altre polemiche, da chiudere entro il 31 dicembre per evitare l'Esercizio provvisorio.
Intanto i consiglieri regionali chietini del Pdl e della maggioranza di centrodestra sono in rivolta contro i vertici del Popolo della libertà per il rinnovo del collegio sindacale nella Sangritana. In molti hanno censurato le modalità delle nomine, fatte sabato pomeriggio, definite di stampo clientelare e fatte senza consultazioni. A uscire allo scoperto nella denuncia è il finiano Emilio Nasuti, consigliere chietino e presidente della commissione Bilancio.
«E' sconcertante», dice Nasuti, «che in un momento delicato nel quale si dovrebbero calmare le acque e riflettere su ogni singola azione, viene nominato il collegio sindacale della Sangritana senza che il consiglio e gli stessi consiglieri chietini ne sapessero nulla. Tra l'altro senza un avviso pubblico, né il coinvolgimento dell'Ordine professionale. Ci sono difficoltà nel rimpasto, c'è la necessità di ritrovare compattezza per il rilancio dell'azione amministrativa. E, invece, di cambiare registro, si continua con il malcostume di nomine che volano sulla testa di tutti. Qualcuno ci dovrà rispondere politicamente e amministrativamente».
Il messaggio è indirizzato al coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, e al vice, Fabrizio Di Stefano: «Sono decisioni partorite da Piccone e Di Stefano. Evidentemente per loro poco contano gli altri partiti della coalizione. Si sentono forti del proprio. Ne prendiamo atto. Anziché portare tutti insieme la nave in porto, la politica del Pdl è passare sopra a tutti».

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