ROMA - «Bisogna individuare un maggior coordinamento, che non può che far capo al ministero dell'Interno e alla Polizia stradale». Si apre così la lista dei doveri e delle responsabilità stilata dal ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, perché situazioni critiche come quella di venerdì 17 (mezza Italia bloccata per neve) non abbiano più a ripetersi. La legge da far osservare c'è già e «non c'è bisogno di nuove leggi», ha osservato il ministro. Si tratta del decreto del 27 gennaio 2005 del Viminale che ha istituito il "Centro di coordinamento nazionale in materia di viabilità". Tale decreto mette al centro della cabina di regìa per la gestione delle emergenze stradali il capo della Polizia stradale. La legge, insomma, esisteva già; solo che nessuno se n'è ricordato. D'ora in avanti bisognerà tenerla a mente.
Altro punto importante scaturito dal meeting tra Matteoli e gli "attori" della viabilità (Anas, Fs, Protezione civile e concessionarie autostradali) è la consapevolezza della necessità di «rivisitare integralmente il sistema di comunicazione, che non ha funzionato», come ha detto il ministro. Infatti, l'allerta meteo e i conseguenti rischi di una viabilità difficile «non sono arrivati nelle case con la forza necessaria». Matteoli si riferisce soprattutto ai telegiornali delle reti nazionali. Non uno degli allarmi emessi dalla Protezione civile è stato diffuso attraverso questi organi nelle edizioni principali. Anche qui, d'ora in poi il Centro di coordinamento dovrà trovare il modo di permettere la massima diffusione in tv e sulla stampa ai comunicati della Protezione civile.
Da parte della Società Autostrade e delle Ferrovie dello Stato c'è stata poi una mezza ammissione di responsabilità per il caos seguìto alla nevicata e quindi una predisposizione al risarcimento. Anche se Giovanni Castellucci, amministratore delegato di "Autostrade per l'Italia", non vuole sentir parlare di colpe: «Se fosse stata un'ammissione di colpa - dice - avremmo parlato di risarcimento. Noi parliamo di gesti di attenzione» verso i cittadini. Che poi si traducono in una «procedura di conciliazione» per dare «una risposta rapida ed efficiente a chi ha passato la notte in autostrada». Analogamente Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, ha annunciato che sarà rimborsato il biglietto a quei passeggeri che abbiano subito ritardi oltre le 4 ore.
Quanto agli altri protagonisti del "venerdì nero", gli autotrasportatori si vedranno "invitati" a meglio definire, secondo le parole di Matteoli, «un codice di comportamento per evitare percorsi spontanei». E perfino i prefetti dovranno fare più attenzione: «Devono vigilare e interdire quando non è più possibile andare su un'autostrada», ha bacchettato il ministro dei Trasporti. Insomma, la regola perché tutto funzioni è semplice. «E non servono strumenti eccezionali, basta che ciascuno faccia la sua parte», ha ricordato il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli.